scandalo lega: le intercettazioni

“SOLDI A CALDEROLI E BRANCHER”

di Gianni Barbacetto e Antonella Mescali da il Fatto quotidiano

Nel 2011, i pm napoletani Henry John Woodcock e Vincenzo Piscitelli (che stanno indagando sulle presunte tangenti internazionali di Finmeccanica e hanno interrogato l’ex dirigente del gruppo Lorenzo Borgogni) delegano un approfondimento delle indagini al Nucleo operativo ecologico (Noe) dei carabinieri di Roma, che il 30 marzo 2012 consegnano ai magistrati una corposa informativa su “ingenti flussi di denaro, anche per conto e nell’interesse del partito politico della Lega Nord, ottenuti da Belsito Francesco in qualità di amministratore dello stesso partito, denaro in parte di provenienza illecita”. Centrale il ruolo dell’imprenditore veneto Stefano Bonet, in stretto contatto con Belsito. Ecco alcuni passaggi salienti dell’informativa .

SPESE IN FAMIGLIA “L’attività di Pg ha evidenziato come Bonet sia un soggetto spregiudicato, tecnicamente in grado di sviluppare investimenti ed operazioni finanziarie complesse e compartimentate a livello internazionale, su cui sono stati veicolati ingenti flussi di denaro anche per conto e nell’interesse del partito politico della Lega, ottenuti da Belsito (…), denaro in parte di provenienza illecita come si rileva nitidamente dalla conversazione intercorsa tra Belsito e Nadia Dagrada (dirigente amministrativa della Lega, ndr). (…) Infatti come minuziosamente descritto da Belsito e dalla Dagrada in numerose intercettazioni telefoniche (…), rilevanti somme di denaro sono state utilizzate per sostenere esigenze personali e familiari, estranei alle finalità ed alle funzionalità del partito Lega Nord ed a favore di: Bossi Umberto,Manuela Marrone (moglie) Bossi Riccardo, Bossi Renzo, Bossi Roberto, Mauro Rosy, Calderoli Roberto, Stiffoni, poi alla Scuola Bosina, con sede a Varese via Stadio nr. 38, riconducibile a Manuela Marrone ed al Sinpa (Sindacato Padano) riconducibile a Mauro Rosi, ed altri soggetti e strutture citate nelle telefonate ed in corso d’identificazione”.

CALDEROLI E CASTELLI “Eloquenti, precise e circostanziate, sono a tal fine, decine di telefonate al riguardo tra Belsito e la Dagrada. Nell’ipotesi di dover essere sostituito dal partito, insieme, hanno concordato strategie e sotterfugi, da utilizzare eventualmente contro Bossi per farlo desistere da siffatte iniziative, prospettando di rinfacciargli – se necessario – tutti i soldi che Belsito ha da sempre elargito personalmente a Bossi ed ai suoi familiari (…). Ma vi sono anche cospicue elargizioni a favore (…) del sen. Calderoli Rober to”. Il 6 febbraio 2012 parlano al telefono, intercettati, Belsito e Dagrada.

Dagrada : Pronto! Belsito: Eccomi! D: Allora ti volevo dire che è arrivata la raccomandata di Castelli. B: Sì, questo a me manda solo raccomandate. D: Esatto! Dove dice che io mi sono rifiutata di far vedere i documenti su tue indicazioni. B: Che merda! D: Esatto! Sì, sì abbiamo chiesto in data 1 febbraio 2012, abbiamo chiesto eh! (…). Crediamo che ti renda conto che a questo punto la situazione sta diventando intollerabile, poiché ci viene impedito in ogni modo di poter operare secondo con il mandato del Consiglio federale, ti ricordiamo peraltro che le nostre lettere scorse sono rimaste senza risposte è evidente che continuando cosi la situazione ci troviamo costretti a dover render conto di tutto ciò anche al segretario federale che ci legge in copia. B: Ah! D: Mi ha detto Roberto Calderoli di andarlo a trovare domani, visto che tu sei a Roma. B: No, ma comunque adesso Castelli sta rompendo i coglioni, eh! D: Ecco esatto! E ti sto dicendo domani vai da Roberto. B: Ma guarda che pezzo di figlio di puttana che è… Ma scusa, ma tu non gli puoi rispondere che non è affatto così (…), perché questo scrive e fa raccomandate, scriviamo anche noi (…) cioè gli abbiamo consegnato il bilancio e non ha mai fatto domande, ha fatto solo una domanda sulle associazioni, te lo ricordi o no? D: Sìììììì. B: E quindi che cazzo vuole, è lui che ci sta prendendo per il culo! D: No, ma lui il problema non è che deve rispondere su questo, lui va sostituito, punto (…), cioè è quello il discorso, è per questo che ti dico domani vai a parlare con Roberto (Calderoli, ndr).

Il giorno dopo, 7 febbraio, Belsito parla ancora con Dagrada e cita il dirigente della Lega Piergiorgio Stiffoni, poi Calderoli e Maroni. Belsito: Stiffoni, ti dò una mano, se non so niente ti arrangi.

Dagrada : Ma cosa vuoi che ti dia una mano che quello (Stiffoni) s’era preso 50 mila euro del gruppo, girandoli sul suo conto, per far vedere, per favore, non capisce un cazzo di amministrazione Stiffoni. Ma va’, però devi parlargli a tu per tu. B: Io gli ho parlato Nadia, ti giuro che gli parlo sempre. D: Ho capito. B: Ma ho l’impressione che lui, lui, lui è come sotto assedio, li parlo io e dice che ho ragione io gli parla e gli dice D: No, non hai capito, lui (Bossi Umberto) deve spaventarsi, loro lo stanno terrorizzando ok?, lui poi quello che dici tu se lo dimentica, lui gli deve restare impresso… alla Daniela ascolta (…)- B: Io non so neanche se chiamare lui domani. D: Chi? B: Il Barbaro sognante (Maroni?). sento Roberto (Calderoli) domani e vediamo. D: Senti, no prima senti Roberto (Calderoli) poi direi. B: Sei sicura che lui è tranquillo no? D: Roby? B: Ho sta paura. D: No, no no, Roby è tranquillo, anche perché lui sa, non ti toccherebbe, piuttosto lui è quello che ti dice, è passato un anno c’è questo posto libero, forse è meglio questo posto, ma non farebbe mai, da questo punto di vista Roberto, no (…). D: No ma secondo me guarda, vabbè, sicuramente col capo c’è da parlare perch é . . . B: Ma Nadia ma io cosa faccio ho già parlato decine, io non so più cosa dirgli o ci parla con me Roberto (Calderoli) o se no sembro scemo, gli ho spiegato a,b,c, tutto, che cazzo. D: Ma forse, no, no non hai capito, non gli devi spiegare, tu gli devi dire, capo, io so queste cose, e con me tu stai tranquillo, ricordati di una cosa, finchè io sono qui, io non ti tradirò mai, ma ricordati cosa c’è in ballo, perché c’è questo, questo, questo, questo e quest’altro, e se viene fuori queste cose qui, lo capisci che cosa può succedere, altro che Barbari sognanti…

Il 26 febbraio 2012 Belsito e Dagrada fanno un elenco dei percettori dei soldi. Tra questi, dice l’informativa del Noe: “Altre somme che avrebbe preso Cald (diminutivo di Calderoli) e che non sa come giustificarli”.

Belsito: Però la richiesta la ricordo che era 1 (milione di euro), questo me lo ricordo benissimo!… Gli ho detto no, 1 (milione di euro) non ce la faccio adesso, dovete darmi almeno tre anni… E invece quelli di Cald, (ndv Calderoli) come faccio? Come li giustifico quelli? Dagrada : Ma quello è un (incomprensibile) nella cosa che c’hai, quello non è un grosso problema! Nell’arco dell’anno non è un poblema quello, è un problema quello di tutto il resto! Però t’ho detto, bisogna fare i conti precisi!

CASTELLI E BONET Il 3 febbraio 2012, Roberto Castelli chiama Stefano Bonet per prendere un appuntamento. Si incontrano lo stesso giorno nella sala Vip dell’aeroporto di Linate. I carabinieri non possono intercettare il colloquio perché Castelli è un parlamentare. Annotano solo le auto ferme davanti all’eroporto. Castelli arriva con una Bmw “colore grigio con lampeggiante” alle 15.30. Va via alle 17.40. Poi Bonet riferisce dell’incontro a Girardelli.

Bonet: Sai che non sarà facile toglierselo dalle balle quest’uomo qua (Belsito, ndr). Girardelli : In che senso? B: Tu immagina se questo dice ma Bonet mi stava, mi ha convinto lui a fare le operazioni . G: Ma dipende, cioè se gli arriverà un messaggio interno (alla Lega) di lasciar perdere, lui deve lasciare perdere obbligatoriamente, scusami eh? E poi come fa a dir questo scusa, come fa a dire questo, abbi pazienza, ci sono i riscontri, giusto?, allo stabilimento è andato lui no, a trattare, mica te. B: No no, tra l’altro lui mi ha fottuto 100 mila euro di garanzia che non doveva farlo (…) senza nemmeno concordarlo. G: Quello è già un passaggio, no. B: No e ma lui, Castelli su questo, e c’ho riflettuto stanotte, è molto accorto, è molto guardingo perché di fatto ha esperienza e qua c’è una parola contro l ‘ altra .

IL RICICLAGGIO Il 13 febbraio 2012, l’imprenditore Stefano Bonet parla con una sua collaboratrice, Nadia Arcolin, dell’operazione Tanzania realizzata per Belsito.

Bonet: Cioè e non ti sei ancora accorto, perché alla fine ti senti, ti senti anche usato, ma cazzo te l’ha dire perché, cioè professionalmente tu sai che stai commettendo un reato e non dici la tua, che già è assolutamente assurdo. Nadia Arcolin: Ma è veramente? B: Poi a un certo punto interveniamo con la banca, la banca in sospeso mette (sembra dire: in foro) puntualmente su tutto quello che sto facendo per rimediare alla questione con i vertici e quindi stiamo arrivando a capo della questione e e e che fai tu? Stai zitto, cioè ti avverto che con la banca non ti fa niente? Ma tu mi dici “Eh, non hai mandato nulla alla banca”, ma sei tu scemo cazzo? N: Ma questo dovevi farlo te, eh. B: A parte che interloquisci sempre ti con banca e se per caso vado a scrivere (incomprensibile) scrive la lettera che la mandemo, ma perché ha sempre avuto il rapporto con la banca, perché alla fine la banca ha chiuso il conto personale mio, no?…(incomprensibile) ame ga ritenuo soggetto coinvolto nel, nel… (…) nell’operazione… Adesso mi son per la banca, cioè potenzialmente un riciclatore! Capisci? N: Ma pensa te. B: E ora, cioè a un certo punto, me, me ga girà i coioni, avevo scritto la mail (sembra dire: che dopo ti faccio vedere io) okay, dopo un mese ho capito il problema, però il problema se ciama banca che arà ri, riconquistata perché comunque se per caso dovesse essere un’indagine non può aver l’immagine.

OPERAZIONE UNICREDIT Il 27 gennaio 2012, Stefano Bonet parla con Romolo Girardelli detto l’Ammiraglio (imprenditore indagato per i suoi rapporti con la ‘ndrangheta) a proposito di investimenti di Belsito sugli immobili dismessi dalla banca Unicredit .

Bonet: Ciao Ammiraglio… Girardelli : Presidente buonasera (…) Lo so, lo so tra l’altro so… so che è andato anche fuori di testa per sta cosa e si sta imbottendo di tranquillanti perché … essendo una persona molto sensibile e delicata … eh sai gli equilibri durano poco (…). B: Ah… G: Non credo… Vo… voglio sperare… B: No non credo proprio… G: No ma secondo me no perché è una persona di una moralità è molto… molto (parola incomprensibile)… B: – a meno che … a meno che a meno che non si collegasse all’operazione case eh immobiliaria perché in realtà sai lui (Belsito) faceva… G: Sì… B: La dismissione degli immobili dell’Unicredit no? G: Eh lo so…

BRANCHER Aldo Brancher, ex ministro del Pdl e vicino alla Lega (in particolare a Roberto Calderoli), già condannato per appropriazione indebita e ricettazione, avrebbe preso 150 mila euro dall’imprenditore Stefano Bonet. Lo dice Belsito alla segretaria amministrativa Nadia Dagrada, nella telefonata dell’8 febbraio 2012. Belsito: Poi il fatto che si ritiene da me, eh… ha dato 150 mila a lui. Dagrada : Bonet o (incomprensibile). B: Bonet a Brancher. D: Ah sì?. B: Glieli ha dati! Per fare lo sponsor al Garda, hai capito?

Aggiunge il rapporto del Noe: “Bonet ha rapporti di lavoro con importanti aziende, nevralgiche del Paese tra cui Fincantieri, Finmeccanica, Siram, Grandi Navi Veloci ecc. e qualificate relazioni politiche, tra cui… Belsito, esponenti del Pdl, quali Aldo Brancher, Filippo Ascierto (…), che gli consentono un ‘accesso facilitato’ al mondo politico, economico, finanziario e industriale (…) Bonet è stato presentato dal Brancher come suo consulente in occasione di una manifestazione di presentazione del fondo governativo Odi (Organismo di indirizzo) di 160 milioni di euro che gestisce dall’estate scorsa (2011, ndr) ed è anche presidente della fondazione Officina della libertà”. Il 18 gennaio 2012 il Noe registra una telefonta in cui Brancher chiede a Bonet anche un bonifico “urgente a tale Enzo”.

Bonet: È solo un problema di cassa a mettere in pagamento appena possibile credo che già domani mattina arriveranno . Brancher: Eh fammi un favore dai. Bonet: Sì,sì.

VATICANO Bonet, secondo l’indagine del Noe, è ben introdotto anche in Vaticano. Ha rapporti con il “ministro della Sanità” d’oltre Tevere, l’arcivescovo polacco Zygmut Zimosky, responsabile del Pontificio Consiglio degli operatori delle strutture sanitarie del Vaticano, attraverso un sacerdote, don Pino Esposito.

Bonet, a un suo collaboratore, Stefano Lombardelli, parla dell’attività di una sua società, la Polare:

Bonet: Sarebbe importante capire il sistema di riferimento come ricerca e noi lo stiamo già facendo, in qualche modo l’ho sperimentato sul Vaticano e e lo sto ripetendo sulla Sicurezza e a questo punto lo stiamo facendo anche a livello regionale sui soggetti tipo Veneto Innovazione, Abruzzo Innovazione eccetera… È quello che stiamo facendo sul Vaticano, 123 mila cliniche nel mondo sotto il controllo del Vaticano che oggi non controlla niente e ci dice ‘facci l’Osservatorio sull’innovazione’ e da domani parte l’Osservatorio delle cliniche Vaticane e 123 mila nel mondo, mi spiego ?

A gennaio 2012, quando l’investimento della Lega in Tanzania finisce sui giornali tra mille polemiche, Bonet prepara “un dossier” in difesa della sua società perché “è stato richiesto dal Vaticano in modo da poter capire esattamente chi sono”. Il Noe, annota, inoltre, che Bonet, insieme all’arcivescovo Zimowski, a don Esposito e a un altro prelato, “tale Gianmarì”, il 26 febbraio scorso sono partiti “da Roma per Cracovia, e hanno fatto ritorno mercoledì 29 asseritamente per l’operazione tra Polare e le strutture sanitarie del Vaticano di cui Zimowski è il responsabile. Oltre a operazioni immobiliari non ben definite”.

SOL LEVANTE Romolo Girardelli e Bonet il 4 febbraio 2012 parlano di una memoria sugli investimenti della Lega, in cui inserire anche un investimento di Belsito a Lavagna, in Liguria, con soldi, sembra, della Lega: lo stabilimento balneare Sol Levante.

Girardelli : Nella memoria hai anche evidenziato come li voleva spendere no? Bonet: Inizialmente c’era solo il Sol Levante, poi ha giustificato dicendo no, no, ma sono per la scuola della moglie di Bossi… Tra una cosa e l’altra si stava acquistando l’Argentina (verosimilmente Hotel genovese) con i Malacalza (gruppo genovese entrato nel cda del San Raffaele, ndr) e l’operazione del Sol Levante. Un delirio di onnipotenza totale, diceva tanto io garantisco un rendimento del 3 per cento alla Lega. G: Esatto, il resto me lo fagogito io.

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