“scegli un ministero”

“SCEGLI UN MINISTERO”
Terza denuncia da deputati legati a Fini Conte: “Sono stato assediato per cinque mesi”
di Sandra Amurri

Ci hanno provato in tutti i modi, offrendomi un posto nel governo a scelta. Non mi hanno mollato come fa il cane con l’osso. È stato dilaniante sul piano umano e politico”. A dare sfogo all’ennesima esperienza di “acquistabile” nella politica ridotta a mercato rionale è Giorgio Conte, vicecapogruppo di Futuro e Libertà alla Camera, segretario regionale del Veneto, uno dei sottoscrittori della commissione d’inchiesta sulla compravendita dei parlamentari. Titolare di uno studio di ingegneria civile a Vicenza, è considerato una preda speciale da non lasciarsi scappare tanto da mobilitare gli avvoltoi più esperti. “Il mio telefono squillava in continuazione. Scegli: sottosegretario, ministro, oppure preferisci che ti facciamo avere consulenze o affidamenti di progetti per la tua attività?”. Chi glielo diceva il solito Verdini? “Anche altri. Non sono codardo ho già subito una vendetta forse sarò un sognatore, ma non me la sento di fare i nomi di chi è stato con me in An per 30 anni”.    QUINDI ANCHE lei come Muro ha assaggiato l’eleganza degli sms di Gasparri? “No, no per me si è scomodato un ministro” Ignazio La Russa? Conte non nega. E chi altro le ha proposto la nobile arte di saltafosso? “Anche una donna che si professa eroina della destra. La conosco appena eppure mi ha chiamato come se fossimo amici di vecchia data”. Daniela Santanchè? “Mi ha promesso che quando avrei voluto mi avrebbe portato a Palazzo Grazioli per un incontro riservato con il presidente che mi stima molto. Ma se non ci ho mai scambiato una parola!” esclama. “Poi ho capito come funziona. Verdini si fa stampare le schede di Wikipedia di tutti i parlamentari utili per tenere in piedi questo governo agonizzante e le consegna a Berlusconi che se le studia in modo tale che quando i polli si presentano da lui restano colpiti dal fatto che conosce la loro storia a riprova del suo interessamento umano” E lei cosa ha risposto?    “La mia è una storia limpida, non intendo sporcarla”. E lei ripeteva: “Pensaci, sappi che stanno tornando da noi molti parlamentari di Fli e i primi che si accomoderanno saranno privilegiati, sai nel governo i posti disponibili non sono tanti e chi arriva prima sceglie. Siccome a te teniamo in modo particolare, La Russa e Verdini ti stimano molto, affrettati, sarebbe un peccato se dovessi accontentarti”. (Ride). Poi? “Mi ha detto: ‘Se decidi comunicalo a me prima che agli altri, mi raccomando!’. La stessa raccomandazione che mi hanno fatto gli altri . Ci rendiamo conto? Mi consideravano uno scalpo da offrire per accrescere la riconoscenza del capo, che umiliazione! E infine, incurante del mio netto diniego ha concluso: ‘Ti richiamo la prossima settimana’. E questo è accaduto anche dopo il 14 dicembre, in prossimità di una fiducia tornavano all’attacco. Lo stillicidio è durato fino ad aprile. E anche dopo per la verità tramite faccendieri, non saprei come definirli altrimenti, che si spacciano come industriali”. Dei piccoli Lavitola per intenderci? “Il paragone calza”. Ma non sono latitanti visto che circolano per Roma.    “PERSONE amiche di Verdini e anche di Berlusconi che hanno ricevuto incarichi di vario genere, o aiuti per le loro aziende e si prestano a tutto”. Teme ritorsioni? “No, ho già pagato per il mio passaggio a Fli sia sul piano personale che professionale. Sono dovuto ricorrere a un decreto ingiuntivo per avere l’onorario dal sindaco della Pdl di Messina”.    Ci racconti. “Con il mio studio non ho mai partecipato a gare della Pubblica amministrazione. Ho accettato una sola volta, nel 2009, il conferimento di un incarico dal Comune di Messina per una consulenza tecnica di parte per redimere una controversia di centinaia di milioni di euro perché cercavano un professionista che non fosse del luogo. Bene, ho portato a termine il mio lavoro e, inspiegabilmente, o meglio spiegabilmente, dopo il 29 luglio , giorno della mia adesione a Fli, mi hanno revocato l’incarico senza pagarmi l’onorario per una parcella regolarmente liquidata dall’Ordine degli ingegneri e da allora si sono sempre fatti negare al telefono. E non è finita. Quando hanno visto che non ero in vendita, tre ministri, ex An, hanno giocato la carta del ricatto morale” I ministri ex An sono tre: La Russa, Meloni e Matteoli.    “Io sono entrato in Parlamento nel 2010 dopo le dimissioni di Elisabetta Gardini che ha scelto il seggio al Parlamento europeo. Sono venuti da me a dirmi: ‘Caro Giorgio se la Gardini è rimasta in Europa è merito nostro – mentre avevano fatto di tutto affinché restasse alla Camera per non far subentrare me di Fli – che abbiamo sbloccato la situazione garantendo per te a Berlusconi che non avresti lasciato il Pdl’, dando per scontato che avrei tradito Fini. Non sono nato ieri, ho 50 anni, ma di fronte a tanta spregiudicatezza ho provato disgusto. Sa cosa le dico? Dopo tanti anni di politica ho capito che la differenza tra destra e sinistra è una distinzione politicamente doverosa, ma ciò che fa la differenza, soprattutto in un Parlamento ridotto a merce di scambio, è essere una persona perbene”.

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