tunisia: la donna è un accessorio, il viagra no…

La “nuova” Tunisia Viagra low cost, pillola carissima

di Roberta Zunini

Molte donne tunisine iniziano a rimpiangere Ben Ali. Il fatto che la pillola contraccettiva non verrà più venduta a prezzo politico mentre il costosissimo Viagra sarà quasi regalato, è un ulteriore segno dell’islamizzazione e del sessismo tunisino dopo la rivoluzione del 2010.

Il Paese di religione islamica finora più aperto e favorevole all’emancipazione delle donne – lo è fin dal lontano 1956, quando la Costituzione le equiparò all’uomo mentre nel 1973 diede loro il diritto di divorziare e abortire – si sta trasformando a passi veloci. I prossimi forse calpesteranno uno dei pilastri della laicità dello Stato: Ennahda, il partito islamico moderato che ha vinto le prime elezioni libere, dopo la dittatura di Ben Alì, si sta dimostrando un partito intimorito dal movimento estremista salafita, per non dire connivente con esso e sta tentando di convincere l’Assemblea costituente a inserire nella nuova Carta la complementarietà della donna all’uomo.

Ciò significa che la donna non esiste senza l’uomo: sarà una sua appendice. E perché la strada da percorrere sia inequivocabile ecco ora un altro provvedimento restrittivo nei confronti delle donne e assieme galvanizzante per gli uomini.

La pillola venduta a circa 1 euro, d’ora in poi costerà sei volte di più. Al contrario, il Viagra originale prodotto dalla Pfizer, che in Europa si paga in farmacia 50 euro (da 50 milligrammi) o 150 euro (da 100 milligrammi), si potrà comprare in tutta la Tunisia rispettivamente a 20 dinari (10 euro) e a 27 dinari (13,5 euro).

SI TRATTA DUNQUE di un doppio salto all’indietro che non solo farà aumentare esponenzialmente il mercato nero della pillola blu dalla Tunisia all’Europa, ma che trasmette anche un messaggio chiaro e preciso: gli uomini possono spassarsela con più donne, divertirsi e moltiplicarsi mentre le tunisine devono tornare a essere delle pure fattrici.

Il sesso per loro deve essere finalizzato il più possibile alla procreazione. Insomma un’istigazione alla poligamia, perseguita come reato grave dal 1993, e al contempo una violazione delle libertà femminili. Il 23 ottobre, l’Assemblea Costituente formata in seguito ai risultati delle elezioni tenutesi nell’ottobre scorso, dovrebbe presentare la nuova Costituzione, ma i lavori dell’Assemblea sono stati continuamente rallentati dai tentativi di Ennahda di gettare le basi per uno Stato a vocazione religiosa.

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