un altro agguato – alla giustizia – ad personam

RUBY: CARI TECNICI, SCORDATEVI LA GIUSTIZIA

Cambiare la norma sulla concussione?
Con Paniz & C. l’unica certezza è che B. verrà salvato

di Bruno Tinti

Ma quanti tipi di reato hanno commesso B&C? Ogni volta che si discute di abrogare o modificare qualche norma, salta sempre fuori che, in uno o più processi, questa gente (ma in genere B.) finirà con il cavarsela per il rotto della cuffia. È successo con il falso in bilancio,con la frode fiscale, con l’interesse privato in atti d’ufficio;e adesso succede con la concussione contestata a B. nel processo Ruby.In Italia esistono concussione e corruzione. Il primo si ha quand oun pubblico ufficiale (da B.fino al bidello della scuola pubblica di Poggiofiorito) costringe o induce qualcuno a fare qualcosa che non dovrebbe fare:dargli soldi o fargli favori. Il secondo si ha quando qualcuno dà a un pubblico ufficiale soldi o gli promette favori perché questi faccia qualcosa che non dovrebbe fare. Nella concussione è punito solo il pubblico ufficiale che chiede la cosa illecita; perché – si pensa –l’altro non è in condizioni di rifiutare,subisce un ricatto. Nella corruzione sono puniti tutti e due, quello che offre soldi o favori e il pubblico ufficiale che in cambio fa quello che non deve. Non è proprio così semplice(concussione e corruzione sono reati complicati) ma qui può bastare. Il problema sta nella concussione: che vuol dire “induce”? Certamente qualcosa di diverso da“costringe” (se avesse lo stesso significato sarebbe stato inutile scriverlo). E siccome costringere significa adoperare violenza o minaccia, ne segue che indurre vuol dire… eh, chi lo sa? La giurisprudenza si è affannata per anni e, alla fine, è saltata fuori la “concussione ambientale”,una cosa come “Lo sanno tutti che con i potenti è meglio andare d’accordo, ti possono aiutare o danneggiare; facciamo quello che chiede e poi si vedrà”. Insomma, il caso di un pubblico ufficiale che sa che questa è la convinzione diffusa e che abusa della sua posizione chiedendo cose illecite senza violenza o minaccia; tanto – è convinto – gli saranno concesse comunque. SE CI SI PENSA bene, però,chi si fa “indurre” a fare cose che non deve non è proprio un santerellino.Potrebbe anche dire di no; anzi dovrebbe dire di no: anzi,dice di sì perché spera in un“ritorno”: “Gli ho fatto un favore,adesso potrò chiedergli di farne uno a me”. E così in tutti i paesi civili la concussione per induzione non esiste. Quella con violenza o minaccia è una normale estorsione, aggravata perché l’ha fatta un pubblico ufficiale. E per l’altra, quella con induzione, si pensa che sia una particolare figura di corruzione,un “capisci a me; non c’è bisogno di parlare troppo, tutti e due sappiamo che oggi fai quello che ti dico e che domani…”.Quindi l’Ocse (Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico, ne fanno parte34 paesi) e la Convenzione di Strasburgo hanno raccomandato di smetterla con la concussione e di riformare (migliorandola,si capisce) la norma che prevede la corruzione. Non gli sembrava bello che gente che abusa del suo ufficio perché si aspetta riconoscimenti la facesse franca.B&C hanno fatto finta di non sentire (ci mettiamo in prigione da soli?); e oggi il governo Monti si trova con questa patata bollente tra le mani. Perché è bollente? Perché B., ma che sorpresa, è imputato di corruzione per induzione (liberate Ruby, la nipote di Mubarak, e consegnatela a Nicole Minetti; ma veramente dovremmo mandarla in comunità…; chi se ne frega, fate come vi ho detto). E,se si abroga questo reato e non si riscrive subito quello di corruzione per inserirvi anche l’ipotesi di un accordo implicito tra potente pubblico ufficiale che chiede e cittadino (o anche pubblico ufficiale piccolino) che concede senza troppi problemi,il nostro ex (fortunatamente) presidente del Consiglio, come al solito, la farà franca. Solo che abrogare è un amen; scrivere una norma penale nuova un po’più complicato; scriverne una fatta bene quasi impossibile. Così azzardo un suggerimento: copiate il testo di legge elaborato qualche anno fa dalla Commissione per la predisposizione di testi normativi per l’adeguamento alle convenzioni internazionali(di cui faceva parte PierCamillo Davigo). Diceva così: “Il pubblico ufficiale che, in relazione al compimento o all’omissione di atti del suo ufficio o comunque in relazione alla sua qualità o funzione, riceve denaro o altra utilità o ne accetta la promessa è punito . . .”; e naturalmente era punito anche chi glieli dava.UNA NORMA perfetta: metteva in relazione soldi o favori con la qualità di pubblico ufficiale;tutto qui. Proprio come è successo a Milano: B. ordina di affidare Ruby a Nicole Minetti;non ha nessun titolo per farlo ma confida nell’“induzione”; il poliziotto obbedisce; non dovrebbe,ma confida in future utilità. Tutti e due da condannare.B. a pena più grave. Il rischio è che scrivere bene questa norma sia impossibile senza quasi. Perché il ministro Severino potrebbe anche farlo; itempi del conflitto di interessi tra via Arenula ela Giustizia (conla G) sono finiti. Ma poi c’è il Parlamento. E lì un Paniz, uno Scilipoti,un Pini che arrivino conl’emendamento giusto, suggerito da anime pie tecnicamente preparate, votato a scrutinio segreto,salta fuori di sicuro.

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