una ‘zitella rossa’ contro l’ilva

IL CSM SI MUOVE A FAVORE DEL GIP DI TARANTO: “È STATA OFFESA DA LIBERO”

di Antonella Mascali

Una richiesta di pratica a tutela del giudice per le indagini preliminari di Taranto, Patrizia Todisco è stata presentata dai componenti del Consiglio superiore della magistratura:Guido Calvi, Paolo Carfì e Francesco Vigorito. Il primo, membro laico del Pd e gli altri due, togati di Area (il cartello di Magistratura democratica e Movimenti per la Giustizia). Palazzo dei Marescialli è chiuso per ferie, ma i tre consiglieri si sono sentiti al telefono, hanno commentato le reazioni scomposte che si sono susseguite dopo che la giudice ha confermato la chiusura degli impianti dell’Ilva, e ha destituito il presidente, Bruno Ferrante da custode dell’area sotto sequestro, e hanno deciso di inviare una richiesta di pratica a tutela al Comitato di presidenza del Csm. Nella breve lettera fanno riferimento a una “campagna stampa” dai toni “lesivi del prestigio della magistratura e dell’indipendenza…tali da determinare turbamento alla credibilità della funzione giudiziaria”.

Nella richiesta non c’è un riferimento specifico a quali giornali si riferiscano, ma il primo pensiero va al titolo apparso sul sito del quotidiano Libero, il 13 agosto: “Patrizia Todisco, gip: la zitella rossa (per i capelli, ndr) che licenzia 11 mila operai Il-va” . Anche Il Giornale se l’è presa con la magistratura: “Le toghe si accaniscono. Produzione ferma all’Ilva ma l’azienda fa ricorso”.

NELLE MAILING list dei magistrati ogni giorno si possono leggere decine di messaggi in solidarietà con la giudice. Proprio in merito al titolo di Libero, un magistrato (uomo) ha scritto: “ In questo momento di crisi economica , di disoccupazione, di famiglie disperate e di suicidi, è un insulto ignobile, volgare e pericoloso”. E un altro magistrato (donna): “se il gip di Taranto fosse stato uomo non avrebbero certamente fatto riferimento alla stato civile del giudice. Ed invece, oltre ad esserci il riferimento, lo stato é tradotto in un’accezione, secondo alcuni, offensiva: zitella. Perché una donna, sopratutto se non giovanissima, é zitella, non ‘single’. Purtroppo é il quid pluris che accompagna noi donne se svolgiamo un ruolo ‘non tradizionale’”.

Nella richiesta al Comitato di presidenza del Csm, che da prassi è sempre generica (a settembre entrerà nel merito la competente Prima commissione) non ci sono riferimenti alle prese di posizione del governo di questi giorni. Palazzo Chigi ha paventato un ricorso alla Corte costituzionale e un decreto legge, pur di neutralizzare l’ordinanza del gip Todisco. Il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Antonio Catricalà, il 13 agosto, ha dato voce all’intenzione del governo di sollevare un conflitto davanti alla Corte costituzionale: “alcune volte queste sentenze non sembrano proporzionate rispetto al fine legittimo che vogliono perseguire e quindi noi chiederemo alla Corte costituzionale di verificare se non sia stato menomato un nostro potere: il potere di fare politica industriale”. In contemporanea, il ministro della Giustizia, Paola Severino ha chiesto le carte del gip, ravvisando una possibile “abnormità”.

Ma sia il ricorso alla Consulta sia il decreto legge, di cui si è vociferato immediatamente dopo le decisioni di Todisco sono tramontati. Anche se il ministro dello Sviluppo, Corrado Passera, da Taranto ha addossato ai magistrati una responsabilità che è della politica: “si convinca la magistratura ad aiutare il processo di ammodernamento dell’Ilva, in modo tale che l’azienda sia totalmente in linea con le regole, ma che questo non porti alla chiusura dello stabilimento. In una fase così iniziale della procedura giudiziaria sarebbe per noi sbagliato che venissero prese delle decisioni, quelle sì irreversibili, che potrebbero causare un danno non più recuperabile…”.

L’ASSOCIAZIONE nazionale magistrati ha difeso Patrizia Todisco dalle accuse dell’esecutivo di aver travalicato i confini: “la magistratura non intende invadere l’ambito di competenza di altre autorità, ma, in presenza di violazioni della legge penale, non può fare a meno di intervenire, con gli strumenti giudiziari ordinari, ove gli organi amministrativi di controllo non siano riusciti ad assicurare negli anni la tutela ambientale, con gravissimo rischio per la salute dei cittadini”.

3 risposte a “una ‘zitella rossa’ contro l’ilva”

  1. giap ha detto:

    la todisco é un eroe dei ns tempi e merita rispetto.

  2. peter pan ha detto:

    LIBERO IO LO ADOPERO PER FARCI CAGARE IL CANE.

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