facce da quorum: brunetta the best(ia)

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diciamolo chiaro e a scanso d’equivoci: il (purtroppo) ministro brunetta è un asino, con doglianze e scuse annesse per la tanto bistrattata razza equina…
capisco che la tattica è sempre la stessa e cioè presenziare nelle trasmissioni giusto per sparar minkiate tentando di impedire un corretto e sano ragionamento agli altri ospiti, ma ieri ad annozero – che non solo può ma deve continuare… – l’ex craxiano è riuscito a prodursi in una sintesi di idiozia da guinness, visto che non solo diceva inesattezze ma imputava ad altri tare che lui stesso mostrava argomentando da par suo
nello specifico, le boiate profferite dal professor ministro riguardano il legittimo impedimento che a sentir lui spetta valutarlo al giudice e che la legge è ‘da codice’; il famoso sette per cento che gli eventuali gestori privati di risorse idriche hanno garantito da bolletta (la solita imprenditoria privata all’italiana…) sarebbe colpa di di pietro e, sempre in ambito di gestori privati, brunetta cercava di mandarla in confusione facendo finta di non sapere – o forse non lo sa davvero… – che fra privatizzare obbligatoriamente e liberalizzare ci stanno un paio di mari di differenza, e sì che bersani provava pure a spiegarglielo; il tutto condito dal perentorio invito a travaglio di ‘studiare di più’ e l’accusa a santoro&co di faziosità…ecco, partiamo proprio dallo studiare e l’essere faziosi: che brunetta consigli o intimi a chicchessia di studiare di più, da un punto di vista discorsivo rende plasticamente quell’idea di sintesi di idiozia a cui accennavo prima: vi sembra logico che una persona la quale è diventata professore associato beneficiando di una sanatoria, cioè senza concorso e quindi senza studiare, stigmatizzi un contraddittore dicendo che deve studiare di più? ma non finisce qui: il buon brunetta fu bocciato quando fece l’esame (a roma) per diventare ordinario, rifece il concorso a teramo (chissà perché, mi ricorda quegli avvocati nati e vissuti al nord, tipo brescia, che vanno ad abilitarsi in quel di reggio calabria…) ed in tale concorso il posto da ordinario da assegnare era uno solo; ebbene, il miracolo italico ha fatto sì che per un posto ci fossero tre vincitori, uno dei quali era il nostro anti-fannulloni…
quanto alla tanto vantata competenza (vantata da lui stesso, s’intende…), non nuoce ricordare che brunetta era consigliere in materia economica di gianni de michelis, proprio in quegli anni in cui il nostro debito pubblico lievitava che manco un pandoro…forse a de michelis consigliava quali discoteche fossero più ‘in’, altrimenti bisogna dedurre che brunetta è incompetente, o connivente con una serie di manovre scellerate
ecco, questi sono fatti e brunetta può strepitare quanto vuole e accusare di faziosità anche me, magari; ma i fatti restano tali e chi cita fatti non è fazioso, semmai lo è chi ha la coda di paglia e vorrebbe che tali fatti non venissero resi pubblici, altrimenti un onesto cittadino correttamente e mediamente informato potrebbe cominciare a farsi qualche domanda e magari pure darsi delle risposte, cercando di capire perché la comunità debba pagare centinaia di migliaia di euro all’anno ad un predicatore dal pernicioso razzolare quale il ministro è senza ombra di dubbio
ci sono poi i famosi tornelli, altra genialata dell’ex craxiano che deve ancora dirci quanto sono costati, quanto costa manutenerli e se effettivamente servano all’uopo, specie a fronte di problemi come quelli della procura di milano (ieri ce l’aveva con i cancellieri che non lavorano di pomeriggio, quando tutti sanno che se il pomeriggio gli uffici chiudono è perché non ci sono fondi per pagare gli straordinari) sfornita di computer ed assitenza informatica che comunque un ispezione del ministero ha decretato eccellente;
ma oltre ad un sorrisetto fra l’isterico e l’ebete il ministro non ha saputo cosa rispondere, avendo esaurito le cazzate con cui controbattere
tornando al legittimo impedimento ed al sette per cento, sul primo basta dire che non si capisce perché la consulta abbia ammesso alla vaglio referendario una legge se ‘da codice’, ma brunetta non lo spiega e continua a ripetere come un bambino capriccioso che ‘ha ragione lui’; la storia della percentuale in bolletta è più articolata e sorge il dubbio se il ministro sia disinformato o proprio non colga le differenze fra una svendita travestita da privatizzazione ed una proficua liberalizzazione
ribadiamo che di pietro da ministro ha avallato una disposizione del governo ciampi che per i gestori di public utilities prevede, giusto o sbagliato che sia, questo contributo garantito; ma cominciamo con lo specificare che i gestori privati di risorse pubbliche sono tanti, non solo quelli che vorrebbero depredarci appropriandosi della gestione idrica e che, fra, ad esempio, la telefonia – anch’essa risorsa di pubblica utilità – e la fruizione dell’acqua v’è una differenza sostanziale che, ribadisco, qualora il ministro non colga, allora è meglio se va a zappare un po’ di terra…
che a gestire il traffico telefonico concorrano diverse compagnie è utile per migliorare il servizio e contenere i costi; ed il concorrere di più soggetti nel gestire la telefonia di un medesimo luogo è cosa semplice, vero è, infatti, che chiunque in qualsiasi posto al giorno d’oggi ha un’ampia offerta di gestori a cui richiedere il servizio; ma lo stesso non si può fare con l’acqua, visto che sarebbe assurdo, detto in soldoni, costruire tanti acquedotti quanti siano gli eventuali gestori e che per ogni singola zona il gestore privato sarebbe unico, quindi, per certi versi, monopolistico…se poi, come spiegava bersani, aggiungiamo che secondo il decreto ronchi la privatizzazione sarebbe coatta, cioè imposta anche ad enti pubblici che hanno lavorato bene, si vede chiaramente che l’attuale legislazione sull’acqua niente ha a che vedere con quella legge del governo ciampi (quindici anni fa…) che normava i gestori privati di cosa pubblica nel suo complesso…
a compendio delle sue stronzate, il ministro si è avvalso del forbito verbo di roberto castelli che, tacciando di faziosità (ridagli…) travaglio, santoro e chiunque non la pensi come lui e cioè come gli dice di pensare bossi, ha consigliato a santoro di andare a fare le sue trasmissioni in una rete privata e sanzionato travaglio perché, non piacendo a lui, non è giusto che si esprima nella televisione pubblica…ovviamente questo esempio di democrazia deambulante (faceva pure finta di consultare un i-pad ma dubito che sia in grado di accenderlo) non spiega cosa cazzo ci fanno nella televisione pubblica minzolini, ferrara, sgarbi, tutti campioni di se stessi, strapagati da noi e non spiega come mai non inviti gianluigi paragone a fare le sue trasmissioni su una rete privata, giacché, quando va bene, fa meno della metà dello share di santoro
la verità è che questa gentaglia è fuori dal mercato e nessuno li vorrebbe ma noi ce li dobbiamo cuccare sulla rai, che è diventata un lazzaretto in tutti i sensi…

so che sembrano i proverbiali cavoli a merenda, ma forse è anche grazie a ministri insulsi come brunetta, come calderoli (uno che mostra una maglietta anti islam ed il giorno dopo attaccano le ambasciate), come la russa  (“possono morire ma i crocifissi non si toccano”), come il nano mascarato su sopratacchi con corna, cucù e first ladies che lo schifano (manco l’abbraccio di prassi) e alla maggioranza dei deputati che “sì, effettivamente il presidente del consiglio riteneva ruby essere la nipote di mubarak” se poi uno stato sovrano rifiuta l’estradizione di un condannato per omicidio…cosa pretendiamo, che il supremo tribunale federale del brasile dia del torto ad un suo presidente perché ronaldihno ha vestito una casacca rossonera?

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le puttane referendarie

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premessa: la scadenza referendaria è così imminente da rendere utile il ribadire alcuni concetti, anche a rischio di ripetermi (comunque a fronte delle solite e trite boiate propagate dai sempre più tristi e improvvisati paladini del ‘no’)
una delle cazzate più gettonate, ancora ripetuta automaticamente (da ‘automa’, robot…) a linea notte ieri dalla sottosegretario casellati è che siccome l’europa ed in ispecial modo la francia è piena di centrali nucleari, qualora succedesse un incidente in una di dette centrali saremmo comunque ‘investiti’, ergo tanto vale farle anche in italia, le centrali
ecco, questa è la dimostrazione più che evidente, oltre che della pochezza argomentativa, del fatto che per i politici viga uno status particolare che, a quanto pare, li autorizza a propagare fotte anche quando si è ripetutamente dimostrato che le fotte tali sono…
una persona ‘normale’, quando le fai notare che ha detto una cosa imprecisa o errata del tutto, generalmente ne prende atto e corregge il tiro; i politici no…ed eccoli testa bassa come i montoni a negare l’evidenza che avere una centrale che esplode a dieci chilometri di distanza non è come averla a cento o mille
tra l’altro, funziona così anche per le esplosioni ‘semplici’, nel senso non nucleari: più sei lontano, più hai possibilità di sfangarla; e lo stesso per l’eventuale ‘nube atomica’: più spazio deve coprire per raggiungerti, più tende a rarefarsi e divenire meno densa quindi meno pericolosa
ma non c’è un cacchio da fare: in nome del contraddittorio bisogna sorbirsi questi proclami ripetuti a pappagallo che negano un’evidenza così manifesta comprensibile al più proverbiale dei bambini
ma il vero avanspettacolo si è visto a ballarò, sempre ieri…
puntata sui referendum e lupi (quello con la faccia da sacrestano che sbuca da tutti i palinsesti), siccome adesso la consegna è di comunicare a manetta i presunti meriti del governo – consegna urgentissima all’indomani dei ballottaggi disastrosi per la destra… – come quei pugili suonati (ma il lupi non lo è affatto) che si mettono in guardia appena odono un suono simile al gong, qualsiasi fosse la domanda lui comunque rispondeva snocciolando dati su presunte cose fatte dal governo che, qualora siano effettive, comunque niente c’azzeccavano col contesto: vecchia tattica: se non hai niente da dire o niente che ti possa mettere in buona luce, parla d’altro…
anche ‘nosferatu’ sallusti non ha mancato di deliziarci con masterpiece del suo vasto e collaudato repertorio: a conchita de gregorio che simbolicamente richiamandosi al parrucchino del nano mascarato su sopratacchi imputava all’attuale governo di essere posticcio nei suoi atti e proclami, il signor santanchè – dopo aver rimuginando per un paio di minuti buoni per trovare la battuta, evidentemente preda di un momentaneo appannamento dei sensi post orgasmo probabilmente dovuto alla messa in onda del famoso contratto con gli italiani firmato chez vespa, la madre di tutti i posticci – accusa ed interrompe la de gregorio ricordando che anche prodi e lei stessa si tingono i capelli…che cima: prende per effettiva ed alla lettera una metafora del direttore de l’unità e comunque sbaglia pure, visto che si era parlato di posticci, mentre prodi e conchita i capelli ce li hanno, loro…
poi ‘nosferatu’, stizzito forse dalla troppa luce in studio che quel gran pezzo di comunista di floris ha artatamente intensificato e debilitato dalla proditoria anemia che quella diavolessa della santanchè gli provoca succhiandogli il sangue residuo (ed a ‘sto punto spero succhiandogli non solo quello…), si è lanciato in una accorata filippica pro bambini salvati dalla ricerca sul nucleare, che ha permesso loro di avere le cure idonee…anche qui tocca ripetermi: magari sarebbe il caso di scrivere un promemoria per sallusti ed infilarglielo nel sarcofago dove ha la residenza che gli spieghi in termini piani e semplici (che anche lui possa capire, insomma) che non costruire centrali nucleari non vuol dire non fare ricerca sul nucleare
infine, il prezzolato più dandy del cucuzzaro, oscar(…) giannino, yeah…
ieri, contrariamemente al suo solito, era nervosissimo; tanto da intimare a floris, rimbrottandolo e non ammettendo repliche, la rilettura e correzione di un cartello che invece diceva la nuda e cruda verità, ribadendo cioè la disposizione del decreto ronchi il quale prevede che le amministrazioni pubbliche (intendendo tutte le amministrazioni pubbliche, anche quelle che hanno lavorato e lavorano bene) in fatto di gestione idrica devono obbligatoriamente aprire al privato
poi oscar little john prosegue con un paio di corbellerie più variopinte (se possibile…) delle sue mise: prima fa un esempio allucinante, secondo il quale se crolla un grattacielo non per questo si smette di costruirne altri, come se il crollo di un grattacielo (o di qualsiasi manufatto, aggiungerei) desse luogo a fughe radiottive non commensurabili e di durata praticamente indefinita se non infinita…fra l’altro, con questa logica si giustificherebbe tutto: se c’è un incidente automobilistico comunque le auto si continuano a produrre; se un chirurgo sbaglia un intervento comunque si continua ad operare e via dicendo…
poi una considerazione strampalata: se, come d’altronde si sta iniziando a fare in tutta europa, si diminuisce la componente nucleare, si sarà costretti ad aumentare il fossile, nocivo anch’esso, anche se in altre forme; a prima vista sembrerebbe un ragionamento solido, solo che la base logica è sconnessa: l’aumento del fossile andrebbe a colmare la mancanza di energia derivante dal nucleare ma non si tiene conto del fatto che le rinnovabili e le verdi sono ai primordi evolutivi (e tali le si vuol tenere), ma se avessero il giusto supporto e sviluppo non servirebbe incrementare il fossile per compensare il nucleare mancante
sempre ripetendomi, le nuove tecnologie sono come la televisione, l’automobile, il computer, la telefonia: sono diventati di massa quando li si è resi fruibili a tutti, investendo nella produzione e con i prezzi infinitesimi rispetto ai costi che tali tecnologie avevano quando si affacciarono sul mercato
in realtà, gli sfondoni di giannino e, badate, il suo inconsueto acido nervosismo, hanno una plausibile spiegazione: questo dandy bastonato (non nel senso di ‘percosso’ ma di ‘dotato di bastone da passeggio’ di cui avrei suggerimenti poco ortodossi sull’uso da farne…) è colui il quale all’indomani della tragedia di fukushima scrisse un articolo in cui si lodava la tecnologia nucleare nipponica che aveva resistito mirabilmente alle forze della natura…con quell’articolo ancora fresco di stampa poi cominciarono ad arrivare le immagini e le notizie che tutti conosciamo (ma che i media ufficiali ora nascondono, tranne rainews che trasmette anche speciali su fukushima la cui critica situazione è praticamente invariata) e questo campione -di cui non si capisce dove abbia appreso le nozioni che gli permettano di pontificare sul nucleare – invece di andare a nascondersi, imperversa nelle trasmissioni televisive dove sfoggia la sua espressione da uovo di pasqua barbuto senza ritegno
la disamina potrebbe terminare qui, ma non si può non far cenno all’ultima zampata da fuoriclasse che ‘nosferatu’ sallusti non ci ha risparmiato: è riuscito in una sola frase a smentirsi dicendo il contrario di quello che enunciava…guardate che è una cosa pressocché impossibile che solo i grandi riescono a fare (un esempio sono gli accadimenti ‘a sua insaputa’ di cui scajola è protagonista in prima persona…)
il signor santanchè, arringando gli astanti, dichiarava che con l’ideologia non si risolve nulla (si riferiva nello specifico alla presa di posizione sul nucleare della merkel che da molti sarebbe giudicata ipocritamente saggia per, appunto, ‘ideologia’) e che la merkel o chi altri non si può prenderla per buona un giorno e avversarla un altro…cioè, dice sallusti, o la merkel dice sempre cose condivisibili, o no…che è proprio un ragionare ideologicamente!…
ora il dubbio è questo: uno come sallusti, ancorché ben prezzolato, almeno si rende conto delle puttanate che spara, o recita i testi a memoria da bravo attore brechtiano ‘estraniato’?…

referendum: quattro bufale scondite…

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cominciamo col dire che una democrazia – imperfetta e/o incompiuta quanto si voglia – si caratterizza per l’opinione che tramite il voto ogni cittadino esprime in assoluta libertà di coscienza; se ne deduce che il cittadino, qualora non eserciti questo diritto, compie sì una scelta legittima ma limita drasticamente il suo status democratico
ancor più grave se organi di rappresentanza politica quali i partiti sono diano chiara indicazione di non votare o lascino ‘filtrare’ ad arte tale indicazione
sulle indicazioni di voto, fra l’altro, trovo bizzarro questo temporeggiare del centrodestra – lega in primis – che traccheggia nel dare un indirizzo netto ai suoi elettori, come se acqua, energia e uguaglianza di fronte alla giustizia fossero dei candidati a sindaco, al parlamento: i temi dei referendum sono a-politici, di sicuro a-partitici e li si vota per coscienza, non per appartenenza…un partito serio dovrebbe semplicemente ‘spronare’ affinché il corpo elettorale si presenti compatto ai seggi, tutto qua
e da questo insulso immobilismo (che a destra è almeno giustificato dagli interessi del nano mascarato su sopratacchi) non si salva neanche il pd, che ha girato la chiavetta della sua eterna messa in moto tardiva solo all’indomani dei fecondi ballottaggi amministrativi (che se tali si sono rivelati, dati pisapia e de magistris ‘superstars’, la fetta di merito attribuibile al pd è alquanto dietetica…) dimostrando, se vi fossero dubbi residui, che la tanto bistrattata ‘società civile’ è sempre uno o più passi avanti ai partiti (idv e 5 stelle esclusi) che hanno andatura da pachiderma, ingolfati non dalle dimensioni ma da continui distinguo e soppesare convenienze…poi non si lamentassero se grillo (piaccia o non piaccia ed a me non sempre piace…) gli rompe puntualmente il fondoschiena dimostrando che una ‘politica’ in tempo reale ed a costo praticamente zero è possibile, mentre quella ‘ufficiale’ di politica va dalla moratti che spende decine di milioni di euro (non suoi, ovvio) per mostrare la sua faccia da stanlio ad antonio razzi, ex idv ora responsabile(…), che si cucca qualche centinaia di migliaia d’euro come sottosegretario in ambito alimentare quando, per sua ammissione (al solito sgrammaticata) la sua unica competenza è quella di essere un buongustaio…ma dove sei andato a scovarlo ‘st’imbecille, toni’?!…
ma veniamo a pateracchio e bufale
il pateracchio sono quei voti già espressi sul nucleare dagli italiani all’estero prima che si pronunciasse la cassazione, modificando il quesito ed ammettendolo alla consultazione popolare: non serve nostradamus per intuire che a destra faranno di tutto (e da un punto di vista strettamente tecnico hanno buone possibilità di spuntarla) per invalidare tali voti
ovviamente, sull’argomento non poteva mancare la chiosa al profumo di illegalità made in catramato di arcore: il presidente del consiglio ha dichiarato infatti (cito un virgolettato) “mi avevano detto che la cassazione avrebbe deciso in modo diverso”; buona questa…chi ‘aveva detto’? e come mai qualcuno avrebbe anticipato una decisione di là da prendersi? come al solito, il nano mascarato o mente o commette/avalla un reato…d’altronde, di condanne prescritte per falsa testimonianza e reati vari il nostro premier può esibirne una teoria
quanto alle bufale, ne cito giusto un paio semplicemente per mostrarne l’inconsistenza
sull’acqua ho sentito sedicenti ambientalisti pro privatizzazione, che giustificano tale posizione col voler lasciare ‘libera’ l’acqua ma di essere per la privatizzazione del servizio per migliorarlo, e che anzi aumenterebbero finanche quel famoso sette per cento in bolletta che garantisce al privato un guadagno sicuro a fronte di un servizio effettivamente competitivo…un coacervo di puttanate ben infiocchettate: 1) capisco che decine di anni di pentapartito hanno raso al suolo la fiducia che un cittadino italiano ripone nello stato e nella sua amministrazione, ma non è mica legge divina che il pubblico debba essere per forza deficitario nell’amministrare qualcosa (che poi nella fattispecie dell’acqua, dovrebbe essere la cosa più pubblica in assoluto), specialmente alla luce di una iniziativa privata che in italia si è sempre caratterizzata da imprenditoria legata comunque a cordate politiche ben definite, nonché usufruente di soldi non suoi (vedi sfracelli bancari le cui macerie, in un modo o nell’altro, rotolano sull’ignaro e indifeso cittadino comune) 2) dove mai s’è visto che in una iniziativa privata vi sia un guadagno assicurato tramite un prelievo in bolletta garantito? forse che se metto su una pizzeria mi viene garantito un ricavo a prescindere dalla bontà della mia margherita? ed il paragone non suoni strano in quanto ai due punti testé citati se ne aggiunge uno, forse ideologico: sono convinto che beni primari (acqua, aria) non debbano essere assolutamente e per principio regolati dal ‘privato’…personalmente già sono contrario al profitto sull’alimentare; mi rendo sì conto che il mercato è il mercato, ma allora che si continui a commerciare e fare profitti su frutta, carne e cereali, però lasciate in pace l’aria e l’acqua…
sul nucleare sono ancora allibito per le dichiarazioni del professor franco battaglia (ci si può fidare di uno con la faccia di ciccio graziani e la voce di zichichi?!…) secondo cui chernobyl è cosetta da nulla ed è morta pochissima gente (grazie al ciccio, appunto: lui calcola gli impiegati presenti al momento dell’esplosione e sorvola sui danni anche genetici degli anni a venire…) o delle sconcezze di chicco testa che prova a rintuzzare ignazio marino dicendo che dei seimila tumori di altrettanti bambini ucraini solo quindici si sono rivelati mortali, come se 5985 tumori non mortali fossero una vincita al superenalotto
ma queste sono, come dicevo, sconcezze…un approccio più serio, che comunque contesto, è quello secondo il quale non bisogna rinunciare al nucleare perché, se eventualmente in futuro ne avessimo necessità, ci troveremmo tecnologicamente arretrati ed in balìa degli altri stati
tale posizione è contestabile in quanto innanzi tutto vietare le centrali nucleari non vuol dire vietare la ricerca; poi aggiungerei che se nel 2011 ancora vediamo gli stati divisi in nome della ricerca (non solo energetica) stiamo combinati male: non vedo perché ricercatori e scienziati, come fanno tutt’ora in praticamente ogni ambito, non debbano ‘unire le forze’ e mettere gli eventuali progressi nel settore nucleare a disposizione del mondo e non della speculazione delle solite lobby alle quali gli stati sovrani sono sempre più asserviti…
ultima considerazione anche in relazione con politica e lobby: generalmente qualsiasi innovazione o scoperta all’inizio è ‘per pochi’ e molto onerosa; serve una scelta politica che la renda fruibile tramite giusti investimenti: è stato così per il telefono, per la televisione, per i computer…quindi, quando sentiamo dire che le rinnovabili sono attualmente onerose, è solo un trincerarsi per portare acqua al mulino del fossile o del nucleare; ma provate a pensare se la stessa logica con cui si è portato il televisore e l’automobile in ogni famiglia (ormai siamo ad un pezzo per membro, più o meno) venisse applicata a fotovoltaico&co: avremmo energia pulita ed a basso prezzo…
ecco, basso prezzo: è questo che fa incazzare chicco testa e quelle orde di prezzolati