il senso di renzi&co. per la legge elettorale

IMG_7531copia“se il pd risulta essere il primo partito il premio di maggioranza va alla lista e non alla coalizione”

“e se i cinque stelle prendono più voti?”

“allora il premio di maggioranza va alla coalizione”

“e se i  cinque stelle, pure da soli, prendono più voti di tutti i partiti e di tutte le coalizioni?”

“Allora buchiamo il pallone”

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sarò ingenuo…magari coglione

sì, sarò ingenuo o coglione, ma sono di sicuro convinto che questa legge non passerà al vaglio  di organi e controlli costituzionalmente dati e definiti (firma del presidente della repubblica, corte costituzionale, eventuale referendum); ciò non toglie che sia stata inferta l’ennesima coltellata a quello straccio di democrazia, sempre più ‘sulla carta’ che effettiva, nella quale vivacchiamo
come è stato già sottolineato, una legge del genere è già uno scempio che sia stata concepita…e mi permetto di aggiungere che gli sciacalli più carogne in tutto questo bordello – dato per assodato che per il nostro presidente del consiglio è normale farsi cucire addosso leggi vergogna di tal fatta – sono tutti quelli che fra distinguo assurdi e convinto sostegno (convinto perché prezzolato, intendiamoci), hanno permesso tale sfacelo morale figlio di precedenti sfaceli morali e, purtroppo, verosimilmente padre di sfaceli morali futuri…

p.s.
pare che insettimana il nuovo computer sarà pronto (ora sto usufruendo di quello di un’amica) quindi spero di essere più organico sul blog, che comunque, come dicevo ad amici, pare che riesca a camminare bene anche ‘da solo’…

un saluto a tutti
vi lascio all’editoriale di ezio mauro

EDITORIALE

Il perché di una pagina bianca

di EZIO MAURO

Una prima pagina bianca, per testimoniare ai lettori e al Paese che ieri è intervenuta per legge una violenza nel circuito democratico attraverso il quale i giornali informano e i cittadini si rendono consapevoli, dunque giudicano e controllano. Una violenza consumata dal governo, che con il voto di fiducia per evitare sorprese ha approvato al Senato la legge sulle intercettazioni telefoniche, che è in realtà una legge sulla libertà: la libertà di cercare le prove dei reati secondo le procedure di tutti i Paesi civili – nel dovere dello Stato di garantire la legalità e di rendere giustizia – e la libertà dei cittadini di accedere alle informazioni necessarie per conoscere e per sapere, dunque per giudicare.

La violenza di maggioranza è qui: nel voler limitare fino all’ostruzionismo irragionevole l’attività della magistratura nel contrasto al crimine, restringendo la possibilità di usare le intercettazioni per la ricerca delle prove dei reati. E nel voler impedire che i cittadini vengano informati del contenuto delle intercettazioni, impedendo ai giornali la libera valutazione delle notizie, nell’interesse dei lettori. Tutto questo, mentre infuria lo scandalo della Protezione Civile, nato con le risate intercettate ai costruttori legati al “sistema” di governo, felici per le scosse di terremoto che squassavano L’Aquila.

Le piccole modifiche che sono state fatte alla legge (si voleva addirittura tenere il Paese al buio sulle inchieste per quattro anni) non cambiano affatto il carattere illiberale di una norma di salvaguardia della casta di governo, terrorizzata dal rischio che i magistrati indaghino, i giornali raccontino, i cittadini prendano coscienza. Anzi. La proroga dei termini per gli ascolti, di poche ore in poche ore, è proceduralmente più ridicola che macchinosa. E le multe altissime agli editori non sono sanzioni ma inviti espliciti ad espropriare la libertà delle redazioni dei giornali nel decidere ciò che si deve pubblicare.

Ciò che resta, finché potrà durare, è l’atto d’imperio del governo su un diritto fondamentale dei cittadini – quello di sapere – cui è collegato il dovere dei giornalisti di informare. Se questa legge passerà alla Camera, il governo deciderà attraverso di essa la quantità e la qualità delle notizie “sensibili” che potranno essere stampate dai giornali, e quindi conosciute dai lettori. Attenzione: la legge-bavaglio decide per noi, e decide secondo la volontà del governo ciò che noi dobbiamo sapere, ciò che noi possiamo scrivere.
Con ogni evidenza, tutto questo non è accettabile: non dai giornalisti soltanto, ma dai cittadini, dal sistema democratico. Ecco perché la prima pagina di “Repubblica” è bianca, per testimoniare ciò che sta accadendo. E per dire che non deve accadere, e non accadrà.

(11 giugno 2010)

fonte: repubblica

la vergogna e l’incubo…

laa domanda che mi pongo e ripropongo è sempre la stessa: perché nessuno reagisce?…o, quanto meno, perché nessuno reagisce in maniera adeguata?…sempre la solita flemma…il solito ‘andamento lento’…e intanto si sta facendo un decotto del senso critico e forse anche delle intelligenze di una nazione intera…
i fatti sono in chiara evidenza: il presidente del consiglio ha notevoli problemi giudiziari e con inaudita arroganza e sprezzo di norme ed etica prova a risolverli forzando la legalità stessa…e il paradosso sta nel fatto che riesce ad avvantaggiarsi anche qualora i suoi attacchi vengano rintuzzati da quei (sempre meno…) presidi di legalità (la consulta, ad esempio, anche se ho già detto che non essendo stata la bocciatura del lodo alfano così netta, possiamo ritenerci fortunati…) che in questo triste periodo della nostra democrazia ancora tengono duro…
la vergogna è palese: il presidente del consiglio si è fatta confezionare la legge alfano su misura e nel ‘tempo tecnico’ trascorso affinché la consulta si pronunciasse, ha comunque ‘usufruito’ dello stralcio che ha imposto l’apertura di un procedimento a parte…il risultato qual è? si è evitata la logica e naturale conclusione della vicenda che ha visto solo mills condannato, quando assieme all’avvocato inglese la logica avrebbe voluto condannato chi lo ha corrotto…
l’ho già detto esplicitamente qualche tempo fa ed oggi massimo giannini lo spiega bene, anche alla luce della ‘chiacchieratona’ che si son fatta ieri il presidente della camera e il presidente del consiglio: è un gioco sporco quello che è in atto…è semplicemente una richiesta abnormemente ingiusta che se poi viene soddisfatta solo in parte comunque arreca notevoli vantaggi, ponendo il beneficiato al di sopra della legge…
ora, già l’ingiusto stralcio del processo mills avrebbe verosimilmente concesso l’ennesima prescrizione, ma per essere sicuri, ecco che, complice fini (perché di questo si tratta: semettiamola con l’ipocrisia di vedere fini come un angelo in mezzo ai diavoli…sa benissimo chi è il presidente del consiglio; ha fondato insieme a lui un partito quando pochi giorni prima ne diceva peste e corna e non può assolutamente ergersi a difensore della legalità solo perché non le dà tutte vinte al premier…tutto lo schifo che accade è anche opera sua, questi distinguo da ‘primo della classe’ sono del tutto fuori luogo) si appronta una legge che accorciando i tempi del processo, andrà a regalare sicuramente la prescrizione al presidente del consiglio per quanto concerne la vicenda mills…il tutto condito con la solita beffa del ‘lo facciamo per gli italiani’…si ricordano dei destini di una nazione intera solo ed esclusivamente quando è il destino del solito ignoto a dover essere ‘corretto’…
come dicevo in apetura, perché chi di dovere non ‘urla’? perché non si dice chiaramente che tutto ciò è una gran vergogna ed incubo per gli italiani onesti? perché devo sentire verderami (corsera) che parla di un non meglio precisato primato della politica in relazione all’operato della magistratura? la politica non è cosa astratta, contrariamente all’evanescenza del termine stesso: la politica è opera essenzialmente di uomini, che se non sono limpidi e onesti non potranno che produrre una politica disonesta, ed è precipuo compito della magistratura contrastare la disonestà…perché devo sentire ‘nosferatu’ sallusti dire scempiaggini del tipo “berlusconi è un problema perché c’è l’antiberlusconismo”? ma cos’ha in testa quell’uomo, segatura umida? serve tanta materia grigia per capire che i termini andrebbero invertiti?…e come non pensare a ‘patti scellerati’ quando sempre ‘nosferatu’ sallusti a proposito della ‘sponsorizzazione’ di d’alema da parte del premier come ‘mister pesc’ risponde a chi vede ombre di intrallazzo che si tratterebbe eventualmente di ‘politica’? no…si tratterebbe di ‘inciucio’, e sinceramente sono convinto che se ne abbia abbastanza…
e come non pensare che la reazione più che blanda di bersani (appena eletto: dovrebbe essere tutto fuoco e fiamme a trecentosessanta gradi…ed invece i gradi sono sempre ‘a novanta’…) all’ipotesi del processo corto che ‘grazierebbe’ ancora una volta il premier non sia altro che l’atteggiamento morbido ordinato da d’alema stesso come contropartita alle sue fregole di protagonismo questa volta allargate all’europa?
qui non si tratta di accanimento…anzi, semmai è il presidente del consiglio ad accanirsi contro una nazione intera…
qui si tratta di voler vedere la giustizia fare il suo corso senza subire ‘sgambetti’ da parte chi possiede mezzi illecitamente acquisiti che lo rendono in grado di interferire e pesantemente con l’esercizio giusto ed equo della legalità…ed è normale che ciò indigni le persone per bene, ingiustamente accusate di acredine preconcetta contro una persona che lei sì ha dato segni inequivocabili di intolleranza verso qualsiasi persona, categoria e situazione che non la vedesse in condizioni di potersi porre al di sopra di tutto e tutti…
non se ne può più…
voglio svegliarmi dall’incubo…e non voglio vergognarmi di essere ciò che sono nel posto dove sono: un italiano