il senso di renzi&co. per la legge elettorale

IMG_7531copia“se il pd risulta essere il primo partito il premio di maggioranza va alla lista e non alla coalizione”

“e se i cinque stelle prendono più voti?”

“allora il premio di maggioranza va alla coalizione”

“e se i  cinque stelle, pure da soli, prendono più voti di tutti i partiti e di tutte le coalizioni?”

“Allora buchiamo il pallone”

Annunci

caro renzi, se proprio non riesci a far pace con la lingua italiana, almeno chiedi scusa a manzoni

IMG_7531copiacito la mia memoria (fallibilissima) e un articolo di wanda marra su ‘il fatto quotidiano’ di oggi, 17 dicembe 2014, alla fine del quale la giornalista – verosimilmente sbagliando – richiama la presa in giro del giorno precedente messa in atto dal presidente del consiglio ai danni dei parlamentari pentastellati, a quali diceva che le loro grida non erano qualitativamente paragonabili alle grida di manzoniana memoria…
dico che la marra sbaglia in quanto nel suo articolo si parla di ‘urla’ e se così fosse, renzi avrebbe commesso non uno ma due errori (ad onor del vero io ricordo che nel suo discorso il presidente abbia usato il termine ‘grida’)
comunque, l’errore sta nell’accomunare ‘grida’ come plurale di ‘grido’ alle ‘grida’ (anche ‘gride’?) di manzoni in quanto nel primo caso si tratta di esclamazioni, uso della voce a volumi alti e altissimi mentre quelle citate ne ‘i promessi sposi’ altro non sono che veri e propri editti dei governatori del tempo che venivano scritti ed affissi lungo le mura cittadine…
praticamente il buon renzi, alla spasmodica ricerca di battute che non fanno ridere nessuno se non i suoi accoliti, si è prodotto nell’ennesimo strafalcione logico/linguistico che i suoi yesmen si guardano bene dal fargli notare…il punto è che renzi sembra avercela con i comici, che comunque i comici sanno farlo, mentre lui continua ad essere non comico bensì ridicolo

santoro, devo farti una domanda…

OkNotizie
prestate
attenzione al seguente periodo:
“molti artisti e giornalisti hanno deciso di appoggiare la nostra iniziativa, ma quelli che avrebbero potuto dare veramente una spinta al progetto, celentano, luttazzi, i guzzanti, lo stesso beppe grillo non hanno voluto metterci la faccia per l’assenza di un punto di riferimento editoriale tradizionale oppure perché preferiscono agire da soli”
è tratto dall’articolo che michele santoro ha scritto per il fatto quotidiano del 15 dicembre scorso
non vi nascondo che mi ha lasciato perplesso da subito, anche se ne scrivo solo ora…
gli artisti citati da santoro, stimabili, io non li gradisco tutti: celentano non mi ha mai fatto né caldo, né freddo e luttazzi è il caso che frigni di meno quando lo beccano a copiare (altro che citare) pezzi di trent’anni fa e quando gli sospendono trasmissioni: la sua ‘epurazione’ dalla televisione sarebbe terminata allorché la7 gli ha prodotto un programma…il problema è che il programma di luttazzi faceva schifo, non lo vedevano neanche i suoi parenti più stretti ed è stato chiuso anche grazie a pietose scenette che luttazzi affidava ad attori(?) insulsi che se vai per parrocchie di ‘sto periodo vedi molto di meglio
ciò detto, siccome seguo con interesse servizio pubblico e saluto con gioia e vero senso di sollievo l’avvento di una trasmissione libera di per sé e libera a maggior ragione perché  fruibile per ‘canali’ non tradizionali ed imposti, sono sull’orlo dell’incazzatura in quanto quel periodo che ho citato (per la cronaca: non vi può essere manipolazione alcuna giacché è estratto da un articolo scritto da santoro stesso, non un intervista) non lascia dubbi: o coloro che ‘preferiscono agire da soli’ lo fanno sempre, o sono degli ipocriti…e mi duole dire questo perché, ripeto, sono artisti che stimo e di riferimento
un esempio: all’epoca di annozero – vado a memoria – sia grillo che celentano hanno dato contributi al programma, con dichiarazioni e interviste; rai per una notte ha visto la partecipazione di luttazzi e la stessa guzzanti non ha mancato di fare ‘gruppo’ quando si è dovuto far muro contro l’oscurantismo berlusconiano…
ora, in due parole, trovo troppo comodo combattere battaglie dall’alto del venti per cento di share che su rai2 santoro assicurava grazie ad anni di professionalità indiscussa, piaccia o no…ed è ipocrita pararsi il culo col paladozza, perché col clima che si era creato di letterale democrazia a rischio (mica che è finito, eh…) era prevedibilie che nel suo ambito ‘corsaro’ rai per una notte avrebbe sfondato
ma dato che ‘i veri amici si vedono etc. etc.’, i nostri fuoriclasse della satira è proprio su servizio pubblico che avrebbero dovuto tirar fuori unghie e palle, giacché l’incognita sulla riuscita c’era proprio tutta
se poi, come recita l’introduzione, vogliono ‘agire da soli’ evitino di farsi intervistare, di inviare contributi video e quant’altro perché, è inutile girarci intorno, anche quando non becchi (ed è giusto) il cosiddetto gettone di presenza, il ritorno di immagine quando vai in onda in un contesto ad alto gradimento, è senza prezzo…

giusto una chiosa: le consuete sceneggiate dell’auditel all’indomani delle puntate di servizio pubblico hanno di ben più che vergognoso…diciamolo chiaro che l’auditel è del tutto inadeguata e che la riuscita del programma di santoro, più che evidente, è sottostimata: ad esempio, io seguo il programma in streaming, parola che gli spettatori di trasmissioni come porta a porta o l’ultima parola difficilmente conoscono…se ne deduce che, essendo la fruizione parallela ed a prescindere dalla televisione tradizionale la peculiarità di servizio pubblico, a quella grossa percentuale che l’auditel assegna a denti stretti al programma, bisogna aggiungere vagonate di utenti che seguono la trasmissione su internet
l’auditel non è altro che un dog sitter statale che accudisce il risultato di lobotomizzazioni a ripetizione tramite soap opera e polpettoni domenicali da antiemetico
piaccia o non piaccia, servizio pubblico è libero…e siamo anche noi un po’ più liberi, anche di non vederlo

referendum: quattro bufale scondite…

OkNotizie
cominciamo col dire che una democrazia – imperfetta e/o incompiuta quanto si voglia – si caratterizza per l’opinione che tramite il voto ogni cittadino esprime in assoluta libertà di coscienza; se ne deduce che il cittadino, qualora non eserciti questo diritto, compie sì una scelta legittima ma limita drasticamente il suo status democratico
ancor più grave se organi di rappresentanza politica quali i partiti sono diano chiara indicazione di non votare o lascino ‘filtrare’ ad arte tale indicazione
sulle indicazioni di voto, fra l’altro, trovo bizzarro questo temporeggiare del centrodestra – lega in primis – che traccheggia nel dare un indirizzo netto ai suoi elettori, come se acqua, energia e uguaglianza di fronte alla giustizia fossero dei candidati a sindaco, al parlamento: i temi dei referendum sono a-politici, di sicuro a-partitici e li si vota per coscienza, non per appartenenza…un partito serio dovrebbe semplicemente ‘spronare’ affinché il corpo elettorale si presenti compatto ai seggi, tutto qua
e da questo insulso immobilismo (che a destra è almeno giustificato dagli interessi del nano mascarato su sopratacchi) non si salva neanche il pd, che ha girato la chiavetta della sua eterna messa in moto tardiva solo all’indomani dei fecondi ballottaggi amministrativi (che se tali si sono rivelati, dati pisapia e de magistris ‘superstars’, la fetta di merito attribuibile al pd è alquanto dietetica…) dimostrando, se vi fossero dubbi residui, che la tanto bistrattata ‘società civile’ è sempre uno o più passi avanti ai partiti (idv e 5 stelle esclusi) che hanno andatura da pachiderma, ingolfati non dalle dimensioni ma da continui distinguo e soppesare convenienze…poi non si lamentassero se grillo (piaccia o non piaccia ed a me non sempre piace…) gli rompe puntualmente il fondoschiena dimostrando che una ‘politica’ in tempo reale ed a costo praticamente zero è possibile, mentre quella ‘ufficiale’ di politica va dalla moratti che spende decine di milioni di euro (non suoi, ovvio) per mostrare la sua faccia da stanlio ad antonio razzi, ex idv ora responsabile(…), che si cucca qualche centinaia di migliaia d’euro come sottosegretario in ambito alimentare quando, per sua ammissione (al solito sgrammaticata) la sua unica competenza è quella di essere un buongustaio…ma dove sei andato a scovarlo ‘st’imbecille, toni’?!…
ma veniamo a pateracchio e bufale
il pateracchio sono quei voti già espressi sul nucleare dagli italiani all’estero prima che si pronunciasse la cassazione, modificando il quesito ed ammettendolo alla consultazione popolare: non serve nostradamus per intuire che a destra faranno di tutto (e da un punto di vista strettamente tecnico hanno buone possibilità di spuntarla) per invalidare tali voti
ovviamente, sull’argomento non poteva mancare la chiosa al profumo di illegalità made in catramato di arcore: il presidente del consiglio ha dichiarato infatti (cito un virgolettato) “mi avevano detto che la cassazione avrebbe deciso in modo diverso”; buona questa…chi ‘aveva detto’? e come mai qualcuno avrebbe anticipato una decisione di là da prendersi? come al solito, il nano mascarato o mente o commette/avalla un reato…d’altronde, di condanne prescritte per falsa testimonianza e reati vari il nostro premier può esibirne una teoria
quanto alle bufale, ne cito giusto un paio semplicemente per mostrarne l’inconsistenza
sull’acqua ho sentito sedicenti ambientalisti pro privatizzazione, che giustificano tale posizione col voler lasciare ‘libera’ l’acqua ma di essere per la privatizzazione del servizio per migliorarlo, e che anzi aumenterebbero finanche quel famoso sette per cento in bolletta che garantisce al privato un guadagno sicuro a fronte di un servizio effettivamente competitivo…un coacervo di puttanate ben infiocchettate: 1) capisco che decine di anni di pentapartito hanno raso al suolo la fiducia che un cittadino italiano ripone nello stato e nella sua amministrazione, ma non è mica legge divina che il pubblico debba essere per forza deficitario nell’amministrare qualcosa (che poi nella fattispecie dell’acqua, dovrebbe essere la cosa più pubblica in assoluto), specialmente alla luce di una iniziativa privata che in italia si è sempre caratterizzata da imprenditoria legata comunque a cordate politiche ben definite, nonché usufruente di soldi non suoi (vedi sfracelli bancari le cui macerie, in un modo o nell’altro, rotolano sull’ignaro e indifeso cittadino comune) 2) dove mai s’è visto che in una iniziativa privata vi sia un guadagno assicurato tramite un prelievo in bolletta garantito? forse che se metto su una pizzeria mi viene garantito un ricavo a prescindere dalla bontà della mia margherita? ed il paragone non suoni strano in quanto ai due punti testé citati se ne aggiunge uno, forse ideologico: sono convinto che beni primari (acqua, aria) non debbano essere assolutamente e per principio regolati dal ‘privato’…personalmente già sono contrario al profitto sull’alimentare; mi rendo sì conto che il mercato è il mercato, ma allora che si continui a commerciare e fare profitti su frutta, carne e cereali, però lasciate in pace l’aria e l’acqua…
sul nucleare sono ancora allibito per le dichiarazioni del professor franco battaglia (ci si può fidare di uno con la faccia di ciccio graziani e la voce di zichichi?!…) secondo cui chernobyl è cosetta da nulla ed è morta pochissima gente (grazie al ciccio, appunto: lui calcola gli impiegati presenti al momento dell’esplosione e sorvola sui danni anche genetici degli anni a venire…) o delle sconcezze di chicco testa che prova a rintuzzare ignazio marino dicendo che dei seimila tumori di altrettanti bambini ucraini solo quindici si sono rivelati mortali, come se 5985 tumori non mortali fossero una vincita al superenalotto
ma queste sono, come dicevo, sconcezze…un approccio più serio, che comunque contesto, è quello secondo il quale non bisogna rinunciare al nucleare perché, se eventualmente in futuro ne avessimo necessità, ci troveremmo tecnologicamente arretrati ed in balìa degli altri stati
tale posizione è contestabile in quanto innanzi tutto vietare le centrali nucleari non vuol dire vietare la ricerca; poi aggiungerei che se nel 2011 ancora vediamo gli stati divisi in nome della ricerca (non solo energetica) stiamo combinati male: non vedo perché ricercatori e scienziati, come fanno tutt’ora in praticamente ogni ambito, non debbano ‘unire le forze’ e mettere gli eventuali progressi nel settore nucleare a disposizione del mondo e non della speculazione delle solite lobby alle quali gli stati sovrani sono sempre più asserviti…
ultima considerazione anche in relazione con politica e lobby: generalmente qualsiasi innovazione o scoperta all’inizio è ‘per pochi’ e molto onerosa; serve una scelta politica che la renda fruibile tramite giusti investimenti: è stato così per il telefono, per la televisione, per i computer…quindi, quando sentiamo dire che le rinnovabili sono attualmente onerose, è solo un trincerarsi per portare acqua al mulino del fossile o del nucleare; ma provate a pensare se la stessa logica con cui si è portato il televisore e l’automobile in ogni famiglia (ormai siamo ad un pezzo per membro, più o meno) venisse applicata a fotovoltaico&co: avremmo energia pulita ed a basso prezzo…
ecco, basso prezzo: è questo che fa incazzare chicco testa e quelle orde di prezzolati

tranquillo toni’…non sarai mai solo

ancora in biblio (il mio pc è ufficialmente ‘deceduto’; spero che in settimana mi consegnino il nuovo) a mordere il freno, visto che con tutti gli ‘sconquassi’ che i soliti noti ci riervano, avrei un fottìo di cose da scrivere…
vabbè…linko un intervento di grillo a sostegno di di pietro

Prima ti isolano, poi ti uccidono“. Questo è il pensiero che ho avuto quando ho letto il libello: “I silenzi e le ambiguità dell’onorevole Di Pietro” sul Corriere della Sera a firma di Marco Imarisio. Un lungo articolo richiamato in prima pagina, corredato da foto, basato su insinuazioni infamanti e, allo stesso tempo, puerili. La laurea a tempo di record, l’asse Lucibello – D’Adamo, la foto con Contrada degna del Bagaglino. Insomma escrementi di scrittura, merda mediatica per screditare Antonio Di Pietro. Nulla di strano se l’articolo fosse comparso su Libero o Il Giornale: difendono gli interessi del loro proprietario, Silvio Berlusconi. E lo fanno alla luce del sole, quindi sono sostanzialmente innocui. Per il Corriere della Sera il discorso è totalmente diverso. E’ il quotidiano più diffuso in Italia, in apparenza moderato, e esercita una forte influenza sull’opinione pubblica. Il fatto che il Corriere sia stato l’organo ufficioso della P2 ai bei tempi di Gelli e di Tassan Din è ormai dimenticato. L’articolo è accompagnato da un occhiello inquietante: “Il caso“, ma di casi non ne riporta neppure uno. Il portavoce Imarisio lancia il sasso e ritira la mano in modo così grottesco da dubitare della sua salute mentale: “Ad anni alterni torna fuori, tra dubbi e ironie, il suo personale tour de force per laurearsi in Legge alla Statale di Milano… L’Istituto di presidenza della facoltà confermò che tutto era in regola. Ma le illazioni, falsità di vario genere, sono proseguite, nel silenzio del diretto interessato…“. Il “diretto interessato” ha mostrato la sua laurea in un video e querelato Berlusconi che l’aveva messa in dubbio. Che altro doveva fare? Telefonare a Imarisio? Il quale non molla: “Dopo la sua recente pubblicazione con il dirigente del Sisde Bruno Contrada (in una caserma dei carabinieri e ben prima che Contrada fosse arrestato, ndr) il Corriere lo invitò a un confronto sul tema“. Antonio Di Pietro ha risposto sulla stampa e sul suo blog, anche se, a mio avviso, era sufficiente una pernacchia. Di quale confronto sul tema si parla se non c’è nessun tema? La chiusa sulle dichiarazioni di Minzolini è da applausi piduistici: “Secondo Di Pietro la pubblicazione dei verbali dell’architetto Zampolini va letta come “parte di una strategia eversiva” nei suoi confronti, decisa da “mandanti e beneficiari occulti”, Colpa delle lobby, colpa di una informazione schierata contro di lui“. Di Pietro ha respinto in modo circostanziato le accuse e querelato. Che altro doveva fare? Telegrafare al Corriere per metterlo al corrente?
Il sottotitolo è, infine, puro prodotto allucinogeno: “Sospetti e accuse inseguono da tempo (da quello di Previti, ndr) l’ex pm. Lui in tribunale ha sempre vinto, ma su alcune questioni non ha ancora fatto chiarezza“. Ma se in tribunale ha sempre vinto, che altro doveva chiarire?
Imarisio comunque non c’entra e neppure l’addetto alla portineria del Corriere, l’ex giornalista Ferruccio De Bortoli. La linea del Corriere la decide il consiglio di amministrazione, per l’appunto le lobby. Ecco un breve e incompleto elenco (*) dei consiglieri RCS: Philip Elkann, presente anche nel consiglio Fiat, Diego Della Valle, presente nei consigli di Assicurazioni Generali, Tod’s e CIA, Jonella Ligresti, presente nei consigli di Mediobanca, Italmobiliare, Milano Assicurazioni, Fondiaria e Premafin finanziaria, Enrico Salza, presente nel consiglio di Intesa San Paolo, Bernardino Libonati, presente nei consigli di Telecom Italia, Telecom Italia Media e Pirelli, Renato Pagliaro, presente nei consigli di Pirelli, Mediobanca e Telecom Italia. La barzelletta che la linea editoriale del Corriere è decisa dal direttore e dal comitato di redazione è, per l’appunto, una barzelletta. Quando vedrò un articolo del Corriere come quello su Di Pietro su Della Valle, Ligresti o Philip Elkann, forse mi ricrederò. Antonio Di Pietro non deve rimanere isolato. Loro non si arrenderanno mai (ma gli conviene?). Noi neppure.

io sto con de magistris. e con grillo

il caustico post di grillo riguardo la proposta di de magistris verso un’unione, o meglio una comunione d’intenti fra i diversi e variegati soggetti ‘a sinistra del pd’ ha lasciato ovviamente perplesso anche me
tant’è che ho dato uno sguardo ai commenti sul blog di beppe…non che me lo aspettassi, ma evidentemente questa perplessità è comune a molte altre persone, come me, pro-grillo: ad occhio e croce il 70% dei commenti sono contro il post…alcuni mandano letteralmente a fanculo grillo proponendosi di non votarlo più (sono quindi persone che ‘votano a cinque stelle’)
qualcuno (è venuto in prima battuta in mente anche a me) ha giustamente suggerito se, vista l’amicizia fra i due, non fosse stato il caso di fare una telefonata prima di mettere quel post sul blog
molti dei dissenzienti – citando anche sonia alfano – hanno espresso quel che io ho pensato da subito ma che in effetti ho già ‘predicato’ in altri articoli di “blue’s rage”: se ci sono differenti realtà che possono unirsi negli intenti, fermo restando le diversità operative, le specificità, è cosa buona e giusta che si puntino e raggiungano obiettivi con comunanza di sforzi
idv, checchè se ne dica, la sua parte la sta facendo…magari ingoiando qualche rospo di troppo; prova ne sia del terrore che suscita nella maggioranza che contro di pietro non sa più quali bufale inventare (l’ultima, quella su Ahmed Dogan, bollato come un criminale, che in galera c’è stato in quanto rappresentante della minoranza turca, amnistiato quando in Bulgaria si è avuto l’avvento della democrazia…praticamente quella fogna che è diventata il settimanale panorama riuscirebbe a dire, parlando di pertini, che l’italia ha avuto un ex galeotto come presidente della repubblica…)
fra l’altro, quando di pietro e grillo si incontrano in manifestazioni si salutano e abbracciano da compagnoni; beppe ha coniato per tonino il nick ‘kriptonite’…resta quindi strano il ‘velenicchio’ che grillo a volte fa sgocciolare quando si raffronta ad idv
magari lo fa anche per ‘pungolare’, comunque rischia di lasciare interdetti i suoi stessi sostenitori; e, non da ultimo, potrebbe cominciare ad essere controproducente usare attacchi ‘a ciel sereno’ quando invece da parte di idv vi è sempre un atteggiamento cortese e di sponda (il che la direbbe lunga, non tanto in relazione alla questione in oggetto ma per tutto il resto, dell’atteggiamento da padre-padrone che si imputa a di pietro in idv: a me sembra fin troppo accomodante, pensate un po’…)
tornando all’oggetto, nella proposta di de magistris non trovo niente di ‘antico’ o sconvolgente; pare che il suo lavoro in europa lo stia svolgendo più che egregiamente; gli stessi grillini sono contrari allo strappo di beppe…
non sarà che ‘sto post stia stato messo giù da un ghost writer un po’ troppo zelante?…
vorrei far notare che molti dei commenti al post ‘incriminato’ sono stati censurati e sono apparsi solo dopo che gli autori (lo precisano) li hanno riscritti e ripostati…e sinceramente non ce lo vedo grillo in persona che sta davanti al computer a cancellare post non graditi…e comunque una motivazione a questa ‘censura temporanea’ dovrebbe esser fornita: ovvio che spero sia un intoppo tecnico, ma anche solo un’ombra di censura sul blog è quanto di più pernicioso, vista la natura ‘aperta’ del contesto

cota…perché?…

ripropongo un video nel quale la vacuità di cota – e della lega tutta – è enucleata grazie alle stesse sue parole
è solo grazie alla propaganda pura ( e manco dura…) che in uno stato civile  si può trovare soggetti del genere a governare
ribadisco che alla luce di quel quattro per cento ottenuto dalla lista a cinque stelle in piemonte i cui voti, magari non tutti, sarebbero potuti confluire sulla bresso mandando a casa cota con la coda tra le gambe, l’amaro in bocca c’è eccome…ma sarebbe una sterile critica di parte: il vero problema rimane un pd che si è ‘ricordato’ delle fabbriche giusto in finale di campagna elettorale – meglio tardi che mai, ma meglio di pietro che si è seduto in mezzo a loro quando c’era da appoggiare  sacrosante proteste ed offrire una sponda ‘forte’ -; un pd che grazie a d’alema voleva riconsegnare la puglia al centrodestra (visto che il baffetto del tavoliere le cose più eclatanti che ha fatto sono tutte a favore del pupo di arcore, perché non fa outing ed entra a corte come han fatto in tanti? non chiediamo neanche fini in cambio…); un pd e tutto il centrosinistra che non deve assolutamente addossare a grillo colpa alcuna, giacché è da anni che riempie piazze e teatri, senza sostegno dei media, in special modo della televisione – è grillo l’epurato ante litteram, altro che luttazzi, che in televisione ci è tornato (la7) ed è stato mandato via sì con una scusa, ma in realtà perchè aveva messo su un programma che faceva cagare, con attori pessimi -; un grillo a cui si sarebbe dovuto guardare e dare ascolto per tempo: farlo col senno di poi non è ‘sta grande intuizione politica…non farlo neanche adesso sarebbo solo demenza
se poi, nonostante tutto, riesco a vedere rosa, è anche perchè il pdl paga il suo ‘pubblico’ per assistere a manifestazioni che fanno il vuoto, mentre grillo e popolo viola riempiono piazze se ausilio di supporti ‘istituzionali’…e la gente è addirittura disposta a pagare lei per partecipare ad uno show di beppe
sta tutto qui: nella differenziazione…bisogna differenziarsi da questo centrodestra che definire ‘schifoso’ è eufemistico, mentre il grosso delle energie il pd le spende nel differenziarsi dalla parte più viva ed onesta del centrosinistra…
a casa i ‘profeticchi’ e chiedano scusa all’elettorato per l’ennesima assurdità che ormai è un film già visto: la nostra nazione in mano ad una banda che non ha la maggioranza, il suo maggior partito che perde voti a tutto spiano ed il cui capo però imperversa in televisione, barando, drogando il voto e continuando a fare quel che ha sempre fatto: giocare sporco
forse i maggiorenti del centrosinistra sono masochisti; fore sono semplicemente inetti…in ogni caso è il momento di scuotersi o di andare a casa…anzi, penso che qualcuno, a prescindere da ‘scosse’, a casa ci debba andare comunque