l’invito declinato

il professor senatore a vita monti è nel pieno di una serie di incontri bilaterali con i partiti
in due hanno declinato l’invito: idv e lega
tracciamo una gran linea di demarcazione: idv ha rifiutato in quanto l’ideale luogo dove avere un confronto è il parlamento;
la lega invece ha rifiutato di vedere in separata sede il primo ministro in quanto si doveva aprire il parlamento padano(…)
ora, bisogna essere dei gran delinquenti o degli idioti totali per affermare senza vergognarsi che bisogna aprire il parlamento padano…
suggerimento: probabilmente le due categorie (idioti e delinquenti) coabitano nel carroccio e, più precisamente, i delinquenti sono quelli che blaterano da un palco, gli idioti quelli che applaudono e ridono

p.s.
in mezzo a quelle tristi platee si notano dei soggetti travestiti da obelix, direste…ebbene, sappiate che non sono travestiti, sono proprio così, nature

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referendum: quattro bufale scondite…

OkNotizie
cominciamo col dire che una democrazia – imperfetta e/o incompiuta quanto si voglia – si caratterizza per l’opinione che tramite il voto ogni cittadino esprime in assoluta libertà di coscienza; se ne deduce che il cittadino, qualora non eserciti questo diritto, compie sì una scelta legittima ma limita drasticamente il suo status democratico
ancor più grave se organi di rappresentanza politica quali i partiti sono diano chiara indicazione di non votare o lascino ‘filtrare’ ad arte tale indicazione
sulle indicazioni di voto, fra l’altro, trovo bizzarro questo temporeggiare del centrodestra – lega in primis – che traccheggia nel dare un indirizzo netto ai suoi elettori, come se acqua, energia e uguaglianza di fronte alla giustizia fossero dei candidati a sindaco, al parlamento: i temi dei referendum sono a-politici, di sicuro a-partitici e li si vota per coscienza, non per appartenenza…un partito serio dovrebbe semplicemente ‘spronare’ affinché il corpo elettorale si presenti compatto ai seggi, tutto qua
e da questo insulso immobilismo (che a destra è almeno giustificato dagli interessi del nano mascarato su sopratacchi) non si salva neanche il pd, che ha girato la chiavetta della sua eterna messa in moto tardiva solo all’indomani dei fecondi ballottaggi amministrativi (che se tali si sono rivelati, dati pisapia e de magistris ‘superstars’, la fetta di merito attribuibile al pd è alquanto dietetica…) dimostrando, se vi fossero dubbi residui, che la tanto bistrattata ‘società civile’ è sempre uno o più passi avanti ai partiti (idv e 5 stelle esclusi) che hanno andatura da pachiderma, ingolfati non dalle dimensioni ma da continui distinguo e soppesare convenienze…poi non si lamentassero se grillo (piaccia o non piaccia ed a me non sempre piace…) gli rompe puntualmente il fondoschiena dimostrando che una ‘politica’ in tempo reale ed a costo praticamente zero è possibile, mentre quella ‘ufficiale’ di politica va dalla moratti che spende decine di milioni di euro (non suoi, ovvio) per mostrare la sua faccia da stanlio ad antonio razzi, ex idv ora responsabile(…), che si cucca qualche centinaia di migliaia d’euro come sottosegretario in ambito alimentare quando, per sua ammissione (al solito sgrammaticata) la sua unica competenza è quella di essere un buongustaio…ma dove sei andato a scovarlo ‘st’imbecille, toni’?!…
ma veniamo a pateracchio e bufale
il pateracchio sono quei voti già espressi sul nucleare dagli italiani all’estero prima che si pronunciasse la cassazione, modificando il quesito ed ammettendolo alla consultazione popolare: non serve nostradamus per intuire che a destra faranno di tutto (e da un punto di vista strettamente tecnico hanno buone possibilità di spuntarla) per invalidare tali voti
ovviamente, sull’argomento non poteva mancare la chiosa al profumo di illegalità made in catramato di arcore: il presidente del consiglio ha dichiarato infatti (cito un virgolettato) “mi avevano detto che la cassazione avrebbe deciso in modo diverso”; buona questa…chi ‘aveva detto’? e come mai qualcuno avrebbe anticipato una decisione di là da prendersi? come al solito, il nano mascarato o mente o commette/avalla un reato…d’altronde, di condanne prescritte per falsa testimonianza e reati vari il nostro premier può esibirne una teoria
quanto alle bufale, ne cito giusto un paio semplicemente per mostrarne l’inconsistenza
sull’acqua ho sentito sedicenti ambientalisti pro privatizzazione, che giustificano tale posizione col voler lasciare ‘libera’ l’acqua ma di essere per la privatizzazione del servizio per migliorarlo, e che anzi aumenterebbero finanche quel famoso sette per cento in bolletta che garantisce al privato un guadagno sicuro a fronte di un servizio effettivamente competitivo…un coacervo di puttanate ben infiocchettate: 1) capisco che decine di anni di pentapartito hanno raso al suolo la fiducia che un cittadino italiano ripone nello stato e nella sua amministrazione, ma non è mica legge divina che il pubblico debba essere per forza deficitario nell’amministrare qualcosa (che poi nella fattispecie dell’acqua, dovrebbe essere la cosa più pubblica in assoluto), specialmente alla luce di una iniziativa privata che in italia si è sempre caratterizzata da imprenditoria legata comunque a cordate politiche ben definite, nonché usufruente di soldi non suoi (vedi sfracelli bancari le cui macerie, in un modo o nell’altro, rotolano sull’ignaro e indifeso cittadino comune) 2) dove mai s’è visto che in una iniziativa privata vi sia un guadagno assicurato tramite un prelievo in bolletta garantito? forse che se metto su una pizzeria mi viene garantito un ricavo a prescindere dalla bontà della mia margherita? ed il paragone non suoni strano in quanto ai due punti testé citati se ne aggiunge uno, forse ideologico: sono convinto che beni primari (acqua, aria) non debbano essere assolutamente e per principio regolati dal ‘privato’…personalmente già sono contrario al profitto sull’alimentare; mi rendo sì conto che il mercato è il mercato, ma allora che si continui a commerciare e fare profitti su frutta, carne e cereali, però lasciate in pace l’aria e l’acqua…
sul nucleare sono ancora allibito per le dichiarazioni del professor franco battaglia (ci si può fidare di uno con la faccia di ciccio graziani e la voce di zichichi?!…) secondo cui chernobyl è cosetta da nulla ed è morta pochissima gente (grazie al ciccio, appunto: lui calcola gli impiegati presenti al momento dell’esplosione e sorvola sui danni anche genetici degli anni a venire…) o delle sconcezze di chicco testa che prova a rintuzzare ignazio marino dicendo che dei seimila tumori di altrettanti bambini ucraini solo quindici si sono rivelati mortali, come se 5985 tumori non mortali fossero una vincita al superenalotto
ma queste sono, come dicevo, sconcezze…un approccio più serio, che comunque contesto, è quello secondo il quale non bisogna rinunciare al nucleare perché, se eventualmente in futuro ne avessimo necessità, ci troveremmo tecnologicamente arretrati ed in balìa degli altri stati
tale posizione è contestabile in quanto innanzi tutto vietare le centrali nucleari non vuol dire vietare la ricerca; poi aggiungerei che se nel 2011 ancora vediamo gli stati divisi in nome della ricerca (non solo energetica) stiamo combinati male: non vedo perché ricercatori e scienziati, come fanno tutt’ora in praticamente ogni ambito, non debbano ‘unire le forze’ e mettere gli eventuali progressi nel settore nucleare a disposizione del mondo e non della speculazione delle solite lobby alle quali gli stati sovrani sono sempre più asserviti…
ultima considerazione anche in relazione con politica e lobby: generalmente qualsiasi innovazione o scoperta all’inizio è ‘per pochi’ e molto onerosa; serve una scelta politica che la renda fruibile tramite giusti investimenti: è stato così per il telefono, per la televisione, per i computer…quindi, quando sentiamo dire che le rinnovabili sono attualmente onerose, è solo un trincerarsi per portare acqua al mulino del fossile o del nucleare; ma provate a pensare se la stessa logica con cui si è portato il televisore e l’automobile in ogni famiglia (ormai siamo ad un pezzo per membro, più o meno) venisse applicata a fotovoltaico&co: avremmo energia pulita ed a basso prezzo…
ecco, basso prezzo: è questo che fa incazzare chicco testa e quelle orde di prezzolati

di pietro: “frattini sei un coniglio” (e fini un po’ ipocrita no?…)

video fonte l’unità
dico…tonino sarà anche sopra le righe, ma l’arroganza di un uomo inutile come tale, figuriamoci da ministro, che se ne va senza rispettare l’obbligo di ascoltare un parlamentare regolarmente eletto – come il nano mascarato su sopratacchi, che il parlamento non sa neanche dove sia ubicato – è del tutto ingiustificabile
il signor tulliani fa la sua solita figura da imbalsamato ed inconsistente

svelato il trucco di scilipoti…

sensazionale!…v’è una logica spiegazione per il cambio di casacca operato dall’on. scilipoti e relative motivazioni al di là dell’umana comprensione (tipo “vado via da idv perché a loro non piace l’agopuntura”) ed anche all’oscura ragione – che qualcuno ha ammantato di ‘soprannaturale’ – che vede l’onorevole responsabile contemporaneamente sul suolo italico e presente a convegni negli states…
scilipoti altri non è se non…joe pesci!

 

comoda la prescrizione, eh?…

ripropongo un vecchio – ma manco tanto – pezzo sulla ‘crisi’ che generò in idv l’appoggio alla candidatura di de luca
per quanto riguarda lo stato attuale delle cose, mi associo pienamente allo spirito dell’intervista rilasciata al fatto da di pietro, anzi, fregandomene dell’etichetta, vorrei chiaramente dire che quell’imbroglione del sindaco – spero prestissimo ‘ex’ – di salerno meriterebbe di essere messo in un cesso che non si schifi di contenerlo con conseguente tirata di sciacquone…
morale della favola: ecco cosa si ottiene a far favori ai ras del pd…poi la colpa è di idv se fa opposizione dura e senza sconti

 

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per quanto poco incline alle mediazoni e d’accordo con de magistris, approvo la linea che porta alla condivisione della candidatura di de luca…e trovo improprio parlare di idv ‘spalle al muro’, giacché il fatto che il sindaco di salerno sia venuto a parlare e ‘presentarsi’ al congresso non è cosa da poco

trovo comunque giusto dare eco a questo articolo che ‘inquadra’ la questione in termini contrastanti e quindi non condivisibili in toto: in questo blog non di rado si affermano cose ‘forti’, ma la determinazione non ha nulla a che vedere con l’essere faziosi

L’Idv ‘assolve’ De Luca con standing ovation

I delegati danno il via alla candidatura, contrario De Magistris

La Madonna pellegrina è andata a giudizio. Il processo (breve, dice De Magistris) a Vincenzo De Luca, candidato Pd alla regione Campania, finisce in un’assoluzione con formula piena. Per lui, è standing ovation. Antonio Di Pietro ieri mattina lo ha chiamato al telefono: “Stiamo decidendo che fare con te. Vuoi venire a convincerci?”. “Alle tre e mezza sto lì”, ha risposto l’imputato.

Arriva puntuale, quando Di Pietro ha già spiegato alla platea come accoglierlo. “Abbiamo tre opzioni: non votarlo, votarlo senza condizioni o mettere dei paletti. L’alternativa è consegnare la regione ai casalesi”. La strada, insomma, era spianata. Solo i “dissidenti”, continuavano a sperare che ci fosse un’altra soluzione. “Avremmo voluto un candidato autonomo, come in Calabria, e non farci mettere spalle al muro dal Pd“, spiega Carlo Diana dall’Emilia.

Per il resto “la linea dei paletti” all’ora di pranzo aveva già sfondato: “Se si dimette anche in caso di condanna in primo grado, va bene”, dice il siciliano Salvo Di Blasi. “Vogliamo dare un peso o no alla presunzione di innocenza?” si domanda Denis Rosa, avvocato veneziano. “Se poi sarà condannato, fuori immediatamente, a calci”, aggiunge Alessandra Maiorano, 23enne padovana. “È un atto di fiducia, non solo a De Luca, ma anche a Di Pietro”, chiosa Antonino Pipitone, che a Padova fa l’assessore. Già, altro che rimettersi all’assemblea, con il discorso dei paletti, Di Pietro si è assunto una responsabilità non da poco.

E forse nemmeno lui si aspettava le standing ovation. Ma De Luca evidentemente ha scelto le parole giuste. “Sono pronto a sottoscrivere un codice etico. Io sono un altro Sud, quello che combatte e non ha paura della legalità. La mia accusa per truffa e concussione è dovuta al fatto che ho chiesto la cassa integrazione per 200 operai licenziati, ma sono orgoglioso. C’è chi tra le frequentazioni ha gli operai; altri invece che le hanno con i casalesi, i camorristi e gli estorsori”.

Mentre applaudono lui, i delegati applaudono il loro presidente. “La magistratura indaghi a 360°”. “Che nessuno si difenda dai processi ma nei processi”. “Chi è condannato metta la firma sotto le dimissioni”. La vulgata è quella del Tonino nazionale: “Basta con i primari che non sanno distinguere un bisturi da un cavatappi”. “Basta con i bastimenti al Columbus Day a spese della regione”.

Quando finisce, Di Pietro allarga le braccia. C’è altro da aggiungere? No. L’Idv è con De Luca. Lui ha il volto provato: “Oddio, e che è! – dice uscendo dalla sala – Gli esami non finiscono mai, mi hanno catapultato qui come la Madonna pellegrina”. Luigi De Magistris invece è furibondo. In sala ad ascoltare l’imputato nemmeno c’è andato. “Che è, il processo breve? L’applausometro? No, non mi interessa. Di Pietro è il leader, ma io sono campano e conosco i problemi, che non sono le favolette che ha raccontato De Luca. E poi magari sarà condannato tra dieci anni, quando avrà già finito di governare”.

Fausto Morrone, candidato alle regionali per l’Idv, è uno dei maggiori oppositori di De Luca a Salerno: “Io non ho applaudito. I suoi capi d’imputazione non sono quelle sciocchezze che vuole far credere: ha favorito imprenditori, ha incentivato la speculazione, non è stato abbastanza vigile sulle infiltrazioni camorristiche. Capisco Di Pietro: pur soffrendo di gastrite, se De Luca in Campania serve a non dare l’immagine di un centrosinistra frammentato, va bene così. Ma ad applaudirlo no, io non ce l’ho fatta”.

da il Fatto Quotidiano del 7 febbraio

il premier, il fratello e il digitale terrestre…

a proposito di chi ci ruba i soldi, visto che i soliti noti continuano a fare distrazione di massa sbomballandoci gli attributi con la solita, tritissima solfa su di pietro che ‘ruberebbe’ i rimborsi elettorali, immetto questo breve video che dovrebbe ricordarci quale sia l’andazzo in relazione ai conflitti di interesse che a cascata, vanno dal nostro presidente del consiglio a parenti, amici e sodali vari…