medici e obiezione

judas header2radiazione per i medici che negano o semplicemente sconsigliano i vaccini. il ministro lorenzin ha dichiarato che l’obiezione di coscienza non può prevalere sulla tutela della salute. evviva…sul serio, mi verrebbe da esultare (ho solo un flebile(…) dubbio e cioè se tutto ciò non sia un favore alle case farmaceutiche). poi però mi chiedo: costringere una donna a fare il proverbiale e quanto mai azzeccato giro delle sette chiese per poter abortire – chimicamente o con intervento – e vedersi porte e portoni sbattuti in faccia mentre un feto non voluto continua a crescere in grembo non è un attentato alla salute? e prima che qualche minkione se ne esca con la fotta che si tratta di obiezione religiosa, ricorderei ad i suoi eventuali neuroni solitari che siamo in uno stato laico e se l’eventuale medico obiettore deve rendere grazie a qualche zio prete che gli ha fatto fare carriera a noi ce ne importa meno che nulla

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Stefano Cucchi è vivo e gode di ottima salute

pearlSarà che invecchiando i déjà vu si fanno più frequenti, sarà che è proprio così, sta di fatto che anche in quel finire del 2009 – Stefano muore il 29 di ottobre – e nei mesi a seguire le immagini di folle manganellate da servitori dello stato e singoli individui mandati all’obitorio dagli stessi – in divisa o camice – si sovrappongono proprio come mi accade in questi giorni.
Su questo blog la morte di Stefano Cucchi è stata già trattata (Le bestialità di Giovanardi    sembra una contraddizione…) e se personalmente torno a scriverne è perché un epilogo del genere va al di là di una pur perversa immaginazione.
Mi permetto una previsione, forse una speranza: La Corte di Cassazione (o una corte europea, qualora ci fossero gli estremi per ricorrervi) spazzerà via questa vergogna e spezzerà quest’orrido incantesimo. Lo può fare semplicemente disponendo un nuovo processo di appello, giacchè la Corte di Appello in questione non ha ritenuto opportuno approfondire le indagini trincerandosi dietro una formula dall’antico sapore: insufficienza di prove.
Come premessa, teniamo presenti due punti, fondamentali:
1) La verità che una sentenza attesta è la cosiddetta ‘verità processuale’.
2) Il rischio di trattare l’argomento prima di conoscere le motivazioni della sentenza.
Quanto al secondo punto, chioso semplicemente dicendo che una sentenza è di per sé un fatto e noi di fatti parliamo. Senza dimenticare che le motivazioni potrebbero – a prescindere dall’intento degli estensori – sancire e rendere reale ed evidente quella sorta di incubo che mi si è palesato appena appreso del dispositivo in questione, e cioè una ‘giustizia sbagliata’ (ossimoro e/o paradosso) non in quanto assolve o condanna, ma proprio perché non la rende, la giustizia.
Il primo punto è di un’evidenza lapalissiana, oserei dire. Fior di giuristi ne fanno il loro credo ed io concordo. Ma da cittadino mi chiedo, devo chiedermi se questo fondamentale della giurisprudenza troppe volte tirato in ballo per motivare l’equità di un verdetto stridente, non venga in questo specifico tirato oltre il punto di rottura: la logica – quella umana, non quella strettamente processuale che comunque non può che essere consequenziale alla prima – e, se vogliamo, il mero buon senso.
L’assurdità della questione è data dalla disarmante semplicità dei fatti.
Stefano, sanissimo ed in piena forma fisica – ribadiamolo a beneficio della verità contro i menzogneri prezzolati e per diletto – una sera è preso in custodia da alcuni carabinieri, passa alle cure di alcune guardie carcerarie, dei magistrati valutano la sua posizione ed infine arriva in un ospedale, luogo di cura per eccellenza dove, sotto l’occhio di alcuni medici e paramedici crepa.
Credetemi, non sono stato eccessivamente stringato, le cose a raccontarle sono andate proprio così.
Ora, quella logica che ho citato prima ed ora invoco vuole che la Giustizia – con la ‘G’ maiuscola, appunto – scacci via come peste ogni eventuale pericolo di ignavia, ogni possibile foglia di fico – sarà che è autunno ma troppe se ne vedono – che una ‘insufficienza di prove’ rischia di portarsi appresso.
Le prove, anzi la prova c’è ed è una prova regina. Il corpo di Stefano a circa sei giorni dalla notte dell’arresto. Quel corpo martoriato reclama giustizia, la esige.
E se una corte da tanta evidenza, da tanta logica arriva ad una ‘insufficienza di prove’, qualcosa non torna.
Ecco, tutto ciò per me rappresenta quel concetto di ‘giustizia sbagliata’ a cui facevo riferimento.
Una ‘giustizia sbagliata’ avalla verità di comodo, ossia monete rigirate per rendere vero ciò che non lo è.
Stiamo attenti: in questa oscura fase orwelliana potremmo già essere immersi, magari senza averne senso e sentore. Volete, se non prove, degli indizi? Bene (cito dei virgolettati) Carlo Giovanardi e Gianni Tonelli (Sap) hanno nell’ordine dichiarato che 1) L’assoluzione è giusta perché non c’è stato nessun pestaggio.
2) Se una persona non ha cura di sé è consequenziale che faccia una brutta fine.
Giovanardi ad assurdità del genere non è nuovo e sono sempre più convinto che dica delle palesi cretinerie per stare sui media, non potendolo fare dicendo cose se non intelligenti, quantomeno plausibili.
Le parole di Tonelli confermano il mio timore che per stare ai vertici di qualcosa devi essere più vuoto di una zucca di Halloween, altrimenti saresti il primo ad impressionarsi per quel che dici.
In conclusione vi chiedo: può una verità processuale mostrarsi così inerme di fronte alla verità di fatto, alla logica ed al buon senso, permettendo che allo scempio del corpo di Stefano si aggiungano Giovanardi (ha visto le foto dell’autopsia?) e Tonelli (di cosa straparlava, visto che è univocamente provato che Stefano fosse in piena salute?), avanguardie di una non-verità ad uso e consumo di spregiudicati.
In fin dei conti, chiedo solo che una insufficienza di prove quando la prova c’è, chiara ed evidente, non diventi un grilletto pronto a scattare contro chiunque di noi.

Le bestialità di Giovanardi

pearlDuole tornare a parlare di Stefano Cucchi. Ma non perché sia sbagliato o ingiusto parlare di un evento che dovrebbe non tanto retoricamente ‘scuotere le coscienze’, poi derubricando l’accaduto a fatto di cronaca destinato a sbiadire nel tempo, bensì interessare chiunque fra noi abbia a cuore lo stato di salute della nostra democrazia che a più preoccupanti riprese mostra inequivocabili segni di malattia in merito alla quale si può solo formulare un augurio di non cronicizzazione.
Non molto tempo addietro è stato rilevato che atteggiamenti spregiudicati tenuti da esponenti politici o improvvide dichiarazioni degli stessi possano fungere da detonatori e/o amplificare comportamenti aberranti di soggetti che, avvenendo nell’ambito di funzioni svolte come appartenenti a determinate categorie, rischiano di porre in cattiva luce e ‘sotto processo’ le categorie stesse, cosa che personalmente rifiuto. Sono alcuni singoli ad essere effettivamente ‘marci’, non le ‘categorie’.
Il problema sta nella neutralizzazione del marcio, appunto.
Come escludere a priori, ad esempio, che la presenza di ben determinati esponenti politici nella ‘cabina di regia’ in relazione all’ordine pubblico al G8 di Genova non sia stata interpretata da qualche zelante tutore dell’ordine come una sorta di ‘carta bianca’ la quale ha prodotto a cascata atteggiamenti ed eventi che sono sfociati in null’altro se non in una evidente sospensione della Democrazia?
Ma veniamo alle gravi ‘parole in libertà’ che Carlo Giovanardi, sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, è stato in grado di pronunciare andando oltre ogni limite di umanità e decenza che anche un’animo mediocre avrebbe dovuto tenere ben presente.
Personalmente, la prima reazione alla lettura delle parole pronunciate da Giovanardi – come spesso mi accade in casi simili – è quella di chiedermi se tali scempiaggini siano dette con convinzione o per un distorto e perverso senso della difesa delle proprie posizioni, che poi altre non sono se non le posizioni ad alto ‘rischio faziosità’ di una parte politica.
In entrambi i casi, sarebbe palese l’estrema gravità dell’uscita del sottosegretario che, dicendo delle cose semplicemente aberranti, qualora ci credesse, configurerebbe sé stesso senza alcun dubbio inidoneo a ricoprire una qualsivoglia funzione pubblica; se fazioso ed ipocrita, ancora peggio: sarebbero da invocare immediate dimissioni in quanto, oltre ad affermare il falso, Giovanardi starebbe facendo ciò ‘cavalcando’ una giovane vita letteralmente spezzata.
Sorvolo su questioni squisitamente morali in quanto con le parole pronunciate Giovanardi ha dato prova di non essere molto ‘ferrato’ in ambito etico…ma qualche ‘tiepido’ dubbio – io e tanti altri stiamo sempre aspettando che ‘l’informazione’ si indigni sul serio e si faccia ben sentire – vorrei sollevarlo.
Come fa Giovanardi a dichiarare che Stefano Cucchi sarebbe morto in seguito alla tossicodipendenza che avrebbe debilitato il suo fisico? Ha per caso dato uno sguardo alle foto che ritraevano Stefano prima che finisse agli arresti? Le ha confrontate con quelle che lo ritraggono all’obitorio? Se sì, Giovanardi ha per caso problemi con la vista?
Ad ogni modo, risulta al sottosegretario che un deperimento a seguito di tossicodipendenza provochi: ematomi sparsi su tutto il corpo, in particolare evidenza nella regione oculare; inequivocabili segni di percosse tramite manganello o simile sulla schiena; frattura della colonna vertebrale; frattura della mandibola? Come no. I tipici segni del deperimento.
Mi verrebbe da consigliare a Giovanardi di evitare di mettersi a dieta: hai visto mai che con un dimagrimento improvviso gli si dovesse spezzare l’osso del collo…
Ma la cosa inaudita, specie in relazione all’alta carica ricoperta dal sottosegretario, è che le aberranti dichiarazioni rilasciate, sono state fatte in barba alla circostanza che sulla triste vicenda di Stefano è in corso un’inchiesta, al cui esito finale si arriverà dopo che le posizioni di appartenenti a diverse forze pubbliche e sanitari saranno dettagliatamente vagliate, quindi non si capisce come e perché Giovanardi arrivi a tali conclusioni che sono basate sul nulla o sulla demenza più totale.
Davvero una triste storia, questa di Stefano Cucchi, in merito alla quale a gravi stoltezze sentite pronunciare negli scorsi giorni da uomini di primo piano nelle istituzioni si aggiungono cretinerie fresche di giornata.
A mio avviso le bestialità di Giovanardi potrebbero avere un profilo penale.
E mi viene da sorridere amaramente a pensare che qualcuno vorrebbe reintrodurre la perniciosa ‘autorizzazione a procedere’…A parte che tuttora – vedi i ministri – qualcuno gode di ‘status’ particolari, io più che altro sarei favorevole a qualcosa di inverso: visto che chi ricopre una funzione pubblica dovrebbe(…) appartenere ad una elite, qualora si producesse in exploit di Giovanardiana maniera, proporrei un canale preferenziale per mandarlo a giudizio e quindi rispondere delle proprie parole e dei propri atti eventualmente criminali e criminogeni.
Per intenderci, una sorta di ‘velocizzazione a procedere’…

P.S.
Giusto per la cronaca…Il sottosegretario Carlo Giovanardi è per caso il gemello di Daniele Giovanardi (non ne bastava uno, c’è anche la copia conforme…), direttore di cpt in Emilia Romagna, dove il costo giornaliero per ospite si aggirava intorno ai cinquecento euro, che se li si fosse sistemati in hotel di lusso gli immigrati sarebbero ‘costati’ infinitamente meno?…