quando il killer è lo stato (laico o religioso)

ritratto (95x160)nahed hattar, ucciso a colpi di pistola. keith lamont scott, ucciso a colpi di pistola. contesti molto differenti, forse opposti, dinamiche simili se non identiche. il primo assassinato da un imam che, in posti come la giordania dove la religione è stato, può essere considerato uomo di stato…in più mi chiedo se il semplice condividere su un social network una foto porta all’incriminazione e al dover sostenere un processo, non configuri una complicità dello stato (appunto) nell’assassinio di una persona che quello stesso stato dovrebbe semmai proteggere.
il secondo, scott, ucciso da agenti della polizia di charlotte, un video prodotto dalla stessa polizia che dovrebbe scagionare i suddetti che invece conferma l’ennesima ‘esecuzione’ di un individuo in quel momento inerme comunque inoffensivo.
tutto ciò è la conferma che nelle forze dell’ordine statunitensi (e forse nelle polizie di tutto il mondo ma è degli states che stiamo parlando ora) sono presenti dei killer ‘autorizzati’ dal distintivo e con tanto di stipendio – leggi: pagato dalla comunità – e che fra i religiosi/uomini di stato della giordania (e forse di tutto il mondo ma è della giordania che stiamo parlando adesso…) sono presenti degli assassini, pronti ad entrare in azione se non credi in quello che credono loro, se non credi in ciò che loro ti dicono di credere

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medici e obiezione

judas header2radiazione per i medici che negano o semplicemente sconsigliano i vaccini. il ministro lorenzin ha dichiarato che l’obiezione di coscienza non può prevalere sulla tutela della salute. evviva…sul serio, mi verrebbe da esultare (ho solo un flebile(…) dubbio e cioè se tutto ciò non sia un favore alle case farmaceutiche). poi però mi chiedo: costringere una donna a fare il proverbiale e quanto mai azzeccato giro delle sette chiese per poter abortire – chimicamente o con intervento – e vedersi porte e portoni sbattuti in faccia mentre un feto non voluto continua a crescere in grembo non è un attentato alla salute? e prima che qualche minkione se ne esca con la fotta che si tratta di obiezione religiosa, ricorderei ad i suoi eventuali neuroni solitari che siamo in uno stato laico e se l’eventuale medico obiettore deve rendere grazie a qualche zio prete che gli ha fatto fare carriera a noi ce ne importa meno che nulla

e non mi si venga a dire che questo blog ce l’ha col presidente napolitano…

in questi giorni il blog sta rilanciando [nella sezione il fatto di ieri] la sempre più triste storia di alte istituzioni come un consigliere giuridico del presidente della repubblica, un procuratore generale di cassazione ed il presidente della repubblica stesso che, non si capisce a quale titolo o secondo quale logica o prassi, avrebbero interferito con le indagini sulla trattativa stato-mafia dei primi anni novanta
a scanso di equivoci e contro (eventuali) mugugni, ribadisco che qui nessuno ce l’ha con napolitano a prescindere, anzi… e cito due articoli che, si potrebbe dire, lo ‘invocano’ come nume tutelare nelle magagne nazionali:

la memoria e la vergogna

presidente napolitano faccia qualcosa o siamo finiti

ciò detto, rimane ovvio che il diritto di critica (e di incazzatura) deve rimanere inalterato a maggior ragione se la persona in questione è persona da noi stimata; e senza dimenticare che lo sfondo di questa ingerenza che se non verrà motivata e chiarita si avvierà ad essere una vergogna nella vergogna, è una mattanza in cui è caduto quanto di meglio una nazione può sperare di avere come uomini di giustizia… quindi, bando alle ciance ed al politichese e chi sa parli, faccia ammenda se è il caso e poi via, a casa, chiunque esso sia e qualsiasi cosa rappresenti

la sala (giochi) stampa del vaticano

probabilmente i comunicati stampa il vaticano li ha appaltati ad alvaro vitali nei panni di pierino, altrimenti bisogna mettere dei posti di guardia affinché dalla città del vaticano non esca prelato alcuno per manifesta incapacità di intendere e volere
passando velocemente sugli ultimi eventi in belgio: il comunicato stampa si lamentava delle perquisizioni fatte a prelati in relazione ai tremendi atti di pedofilia i cui contorni si van facendo sempre più netti e circostanziati, da cui la domanda sorgerebbe spontanea: chi avrebbero dovuto far perquisire gli inquirenti giacché gli indiziati sono degli ecclesiastici, idraulici e falegnami, forse?…
ma anche oggi quei mattacchioni in tonaca non ci hanno risparmiato la solita puttanata da buontemponi
andiamo per gradi e principiamo dalla definizione: propaganda fide
ecco, anche a chi non mastichi il latino, sorgerà un dubbio su cosa c’azzecchi il propagandare la fede con la vendita, l’acquisto e l’affitto di immobili…
dubbio ancor più grande e primigenio, cosa c’azzecchi il commercio, il far soldi con una religione che si professa cristiana, quando il cristo girava scalzo e stracciato, senza fissa dimora lui e i suoi discepoli e doveva pure farsi un culo così a moltiplicare pane e pesci per sfamare orde di popolani (anche se ho il dubbio che qualche scroccone socialista ante litteram si celasse in mezzo a quelle marmaglie variegate…)
ciò detto e precisato, una volta che la nostra beneamata chiesa cattolica si è messa sotto le suole gli elementi base del cristianesimo, resta inteso che possa vendere, acquistare e affittare a prezzi di mercato piuttosto che di favore immobili a chicchessia e senza rispettare graduatorie alcune, giacché si tratterebbe di contratti fra privati
mi spiego meglio: se io sono impaccato di soldi ed ho pure lo zio prete che mi fa avere un attico a piazza di spagna per poche centinaia di euro al mese, il resto del mondo (specialmente le famiglie monoreddito che spendono 800/1000 euro per un bilocale in periferia) potrà pure rosicare a manetta, ma di fatto non ho commesso niente di penalmente rilevante, quindi, romanamente parlando, data la querelle capitolin-vaticana,  ‘sti cazzi…
quel che invece dovrebbe far girare i maroni (niente a che vedere col pregiudicato ministro dell’interno) è quello che il comunicato del vaticano non dice, e cioè che tramite vendite di favore, tanto per cambiare, hanno rubato i soldi dei contribuenti
un esempio davvero esplicativo è l’intrallazzo che vede coinvolti l’ex ministro lunardi e il cardinal sepe nell’acquisto di un palazzetto storico e in relazione ai fondi per una pinacoteca da effettuare in un palazzo di proprietà del vaticano – ergo extraterritoriale – mai realizzata
come sono andate le cose, secondo un canovaccio ultra testato e perfettamente funzionante?
la risposta è semplice: a me ministro tu propaganda fide vendi un palazzetto da 8 milioni di euro circa alla metà del prezzo di mercato, ed io ti faccio ottenere dei fondi (guarda caso la cifra sarebbe grosso modo quella metà mancante al prezzo veritiero del palazzetto…) motivandoli con l’interesse artistico con cui tu non realizzi ciò che avresti dovuto realizzare per ottenere i suddetti fondi…facendo due semplici calcoli, un ministro, lunardi appunto, ha risparmiato 3-4 milioni di euro e propaganda fide ha introitato un somma similare illecitamente…ora questi 3-4 milioni non è che si siano materializzati così dal nulla…quei soldi, alla fin fine li ha scuciti lo stato, cioè noi, chiaro?
praticamente è la storia dell’ortolano col cetriolo…

vi allego un articolo da l’unità dove sono riportati stralci di questo demenziale comunicato…

Il Vaticano ammette: errori della Propaganda Fide

Il Vaticano ammette: nella gestione degli immobili la Congregazione per l’evangelizzazione dei popoli, più nota come Propaganda Fide, potrebbe aver sbagliato. La Santa Sede ha diramato un comunicato ufficiale a seguito delle notizie che hanno investito persone legate al potente istituto a proposito delle inchieste sugli appalti intorno al G8 e dintorni e che hanno riguardato la vendita e l’acquisto di immobili a Roma. Nella nota stampa il Vaticano scrive che l’istituzione ha «un compito impegnativo e complesso, che si deve avvalere della consulenza di persone esperte sotto diversi profili professionali e che, come tutte le operazioni finanziarie, può essere esposto anche ad errori di valutazione e alle fluttuazioni del mercato internazionale».

«La Congregazione per l’Evangelizzazione dei Popoli ricava le sue risorse principalmente dalla colletta della Giornata Missionaria Mondiale, interamente distribuita tramite le Pontificie Opere Missionarie nazionali, e, in secondo luogo – si legge nella nota vaticana – dai redditi del proprio patrimonio finanziario ed immobiliare». «Il patrimonio si è formato nel corso dei decenni grazie a numerose donazioni di benefattori di ogni ceto, che hanno inteso lasciare parte dei loro beni a servizio della causa dell’Evangelizzazione», si difende la Santa Sede. Dopo di che annuncia che nel futuro la Congregazione avrà «una gestione professionale», in «linea con gli standard più avanzati», per evitare «gli errori di valutazione» del passato.

Ricordando che l’istituzione è “vitale per la Santa Sede e per l’intera Chiesa Cattolica”, e che “risponde al comandamento di Gesù: ‘Andate in tutto il mondo e proclamate il Vangelo a ogni creatura”, il Vaticano sottolinea che la Congregazione ha bisogno del “sostegno di tutti i cattolici” e che «ha il compito di dirigere e coordinare in tutto il mondo l’opera dell’evangelizzazione e la cooperazione missionaria», che ciò «richiede una quantità non indifferente di risorse finanziarie», al quale si aggiungono i «sussidi» inviati alle chiese locali e «aiuti» per specifici progetti. Con l’intento di fugare ombre e dubbi, scrive ancora il Vaticano, «la Congregazione per l’Evangelizzazione dei Popoli ricava le sue risorse principalmente dalla colletta della Giornata Missionaria Mondiale, interamente distribuita tramite le Pontificie Opere Missionarie nazionali, e, in secondo luogo, dai redditi del proprio patrimonio finanziario ed immobiliare. Il patrimonio si è formato nel corso dei decenni grazie a numerose donazioni di benefattori di ogni ceto, che hanno inteso lasciare parte dei loro beni a servizio della causa dell’Evangelizzazione».

28 giugno 2010
fonte: l’unità

falcone: si riaprono le indagini…e che giustizia sia

sto preparando il materiale per mettere sul blog l’intervista nascosta di borsellino e vedo questa notizia sul sito di repubblica…non posso che riportarla, sperando che giustizia sia fatta
posso ancora sentire il mio urlo di rabbia e sconforto quando sentii la notizia dell’attentato di capaci…

p.s.

nella sezione ‘articoli e video esterni’ è presente il video reportage di repubblica sul fallito attentato dell’addaura

Falcone, nuovi indagati
per l’attentato all’Addaura

Dall’inchiesta di Repubblica alla riapertura delle indagini. Massimo riserbo alla Procura di Caltanissetta e dal procuratore antimafia Piero Grasso sugli iscritti nel registro. Prelievo di dna sull’attrezzatura da sub di chi nel giugno 1989 piazzò l’esplosivo sulla scogliera nei pressi della villa del giudice

PALERMO – Ripartono con nuovi indagati le indagini sul fallito attentato dell’Addaure al giudice Giovanni Falcone, che 21 anni fa furono caratterizzate da ambiguità e depistaggi, come rivelato dall’inchiesta di Attilio Bolzoni di Repubblica. Massimo riserbo e nessuna indiscrezione alla Procura di Caltanissetta sulle persone iscritte nel registro degli indagati, anche se dovrebbero essere almeno sei, tra di essi anche il pentito di mafia Angelo
Fontana, della famiglia mafiosa dell’Acquasanta. “Siamo in fase di indagine” è l’unico commento rilasciato da Piero Grasso a Enna, dove il procuratore nazionale antimafia ha partecipato alla cerimonia d’inaugurazione dell’auditorium Falcone-Borsellino della locale Procura della Repubblica.

L’unica certezza è che i Pm di Caltanissetta, che conducono l’inchiesta, hanno ordinato il prelievo delle tracce di Dna dalla muta, dalle pinne e dagli occhiali adoperati dai sub che il 19 giugno 1989 piazzarono una borsa con 20 chili di esplosivo sulla scogliera nella quale si affacciava la villa di Falcone, sul lungomare dell’Addaura.

Per compiere l’accertamento, il procuratore Sergio Lari e gli altri due Pm titolari dell’inchiesta, l’aggiunto Nico Gozzo e il sostituto Nicolò Marino, hanno fatto ricorso a un incidente probatorio. Il Dna prelevato dalle attrezzature abbandonate sulla scogliera sarà confrontato con quello di Emanuele Piazza e Antonino Agostino, due collaboratori dei servizi segreti uccisi a ridosso del fallito attentato. Agostino fu assassinato con la moglie, Ida Castellucci, il 5 agosto 1989, Piazza scomparve il 16 marzo 1990.

Sulla base di quanto rivelato da Repubblica, si ipotizza che Piazza e Agostino fossero stati chiamati per disinnescare l’ordigno, piazzato con il coinvolgimento di pezzi deviati dei servizi segreti. Attorno all’attentato, in sostanza, si sarebbero confrontate due “correnti” dei servizi, una in difesa di Falcone, l’altra coinvolta nella cospirazione contro il magistrato, ucciso poi nella strage di Capaci del 23 maggio 1992.

fonte. repubblica

Non diamo la croce al crocifisso…

pearlDopo tante parole fuori luogo, stamane ho letto l’editoriale di Travaglio su ‘il Fatto’ e penso – inaspettatamente per molti – che sia stata indovinata una trattazione ‘giusta’, nel senso più piano e semplice del termine.
Ciò non toglie che io resti perplesso su un paio di punti.
Il primo è squisitamente storico: siamo sicuri che Gesù Cristo sia effettivamente esistito? Ora non voglio qui affrontare tale argomento che avrebbe bisogno di ampissima trattazione e confronto, ma vorrei fare un paio di esempi semplici.
La maniera documentale più ovvia per aver prova dell’esistenza di una persona risiede nell’esistenza di estratti di nascita, certificati di morte e simili…E’ d’altronde assodato che trattandosi di individuo la cui prova dell’esistenza dovrebbe essere cercata a ritroso di un paio di migliaia di anni, sarebbe sciocco dire “siccome non c’è un atto di nascita e/o un referto che certifichi la morte, il tipo non è esistito”. In questi casi, si ricorre alle ‘fonti incrociate’. Per dirla in soldoni, se più fonti – coeve, s’intende – e non in contatto fra loro e quindi non manipolabili a vicenda, citano una tale persona, è molto probabile che sia esistita. Così si può dire, che so, di Giulio Cesare, ad esempio. Pare che lo stesso procedimento non possa essere applicato alla figura di Gesù Cristo. Ma siccome non sono un esperto in materia, ma semplicemente una persona che ha cercato di documentarsi, mi rimetto a pareri e conclusioni eventualmente più ‘illustri’.
L’altro punto che mi lascia dei dubbi e che riguarda in pieno il merito della questione sollevata dalla sentenza della Corte Europea per i Diritti dell’Uomo, è se appunto un crocifisso debba stare appeso in un aula scolastica o meno.
Penso che una scuola è un tipico e basilare presidio dello Stato; lo Stato è laico per definizione, quindi il crocifisso non dovrebbe starci…E dico dovrebbe proprio perché alla fine non trovo che possa essere un gran fastidio il crocifisso, e lo dico da anticlericale convinto…Quello che però temo, sarà la radicalizzazione di alcuni presidi che in barba alla sentenza, da novelli crociati imporranno il crocifisso nelle aule. E allora non ci sto. C’è una sentenza, sacrosantamente voluta da una signora che ha sollevato la questione, e tale sentenza va applicata. Punto e basta.
Ma veniamo alle bestialità che ben noti figuri non hanno mancato di pronunciare.
Tralasciando chi come Feltri non ha capito che la corte sopra citata non ha niente a che vedere con l’Unione Europea, vorrei focalizzare sulle parole di La Russa e di Berlusconi per mostrare – qualora restasse dubbio residuo – quanto le parole di servo e padrone siano fuori dalla logica e dalla legge.
Senza andare troppo a ritroso, Ignazio La Russa nel recentissimo passato a messo a segno una sequela di sfondoni che anche a pianificarla a tavolino una smarronata del genere è davvero un’impresa.
Uscita da palazzo Grazioli dopo un pranzo che doveva essere ‘conciliatore’ fra Berlusconi e Fini: alla domanda di una giornalista che gli chiedeva lumi sulle posizioni inconciliabilmente contrastanti sulla questione giustizia, La Russa non ha saputo dire niente di meglio di un “…hanno ragione tutti e due…”.
Contestazione di un gruppo di italiani durante i festeggiamenti americani dove La Russa era di rappresentanza: non sapendo cosa controbattere ai contestatori (protetti dalla polizia, badate bene: lì il protofascista non ha potuto aizzare forze dell’ordine alcune) ha cominciato a dare del pedofilo ad uno di loro, dicendo di conoscerlo bene e accusandolo di fare sesso ‘con le bambine’.
Una di questi giorni è la tristemente famosa dichiarazione sull’episodio Cucchi: “…non so come sono andati i fatti ma sono certo che i carabinieri hanno agito secondo le regole…”
Giudicate voi se non sono dichiarazioni di un folle.
Per venire all’oggetto, La Russa è stato in grado di dire “…possono morire ma i crocifissi non si toccano…” evidentemente rivolto ai giudici che hanno prodotto la sentenza.
Per quanto riguarda Berlusconi, è superfluo citare fra le centinaia di menzogne che continua a spargere al solo aprir bocca…ma basta segnalare cosa ha profferito in merito alla sentenza in questione: “…è inaccettabile…”
Basta ed avanza per delineare un quadro nitido e completo.
‘Possono morire…’; ‘Sentenza inaccetabile…’
Ecco di che pasta sono fatti costoro. Ecco l’arroganza che ormai trasuda e tracima senza che probabilmente si rendano conto delle assurdità pronunciate e della portata criminogena delle loro sventurate parole.
Sia ben chiaro una volta per tutte e sia ben chiaro per tutti: le sentenze si possono criticare, ovviamente nei termini e contesti dovuti ma essenzialmente, le sentenze si RISPETTANO.
E’ così difficile da capire? E deve essere una battaglia continua pretendere che esponenti di governo abbiano per primi rispetto per istituzioni a cui un intera comunità nazionale ed europea fa riferimento?
Lo vogliono capire questi nuovi don Rodrigo che non devono neanche azzardarsi a pensare frasi del tipo ‘sentenza inaccetabile’? Lo vogliono capire che ‘uscite’ del genere sono perniciose e non possono che imbarbarire un contesto di confronto già tanto deteriorato?
Ma forse, non avendo nulla su cui puntare, è proprio quello che vogliono…La ricerca dello scontro, confuso e gratuito, nel cui caos fare meglio i propri comodi…

P.S.
Spero che a La Russa sfugga la circostanza che molti istituti e scuole, di fatto anticipando la sentenza, è da molto tempo che non appendono crocifissi nelle aule…Non vorrei che il solerte ministro invii un po’ di truppe a far da guardia a crocifissi da non rimuovere assolutamente…possa morire chi ci prova…

non c’è più religione…

a

…basito…
sì, penso che il termine ‘calzi’, quando fra tutte le riforme, correzioni e ‘raddrizzamenti’ di cui la scuola italiana avrebbe urgentissimo bisogno si è andati a ‘pescare’ la reintroduzione della valutazione (si ritorna a dare il voto) per quanto riguarda la materia religione…
fra corpo docente ed ausiliario abbiamo un’esercito di precari…qualità dell’istruzione dei giovani ai minimi storici ed in caduta verticale…scuole – nel senso fisico del termine – fatiscenti e traballanti con l’edilizia specializzata che costruisce trappole di cartapesta – vedi la casa dello studente all’aquila – in cui coloro che dovrebbero essere il futuro di una società fanno la fine dei topi…
ecco, ispirandosi a tutto ciò, la gelmini ha fatto tesoro del suo secondo nome – gliene affibbierei un terzo come so io… – ed ha partorito questa fulgida, splendente idea senza minimamente porsi la domanda che se in passato qualcuno ha ben pensato di rendere la religione materia sì di studio ma che esula dalla prassi di votazione tipica delle altre discipline, qualche fondato motivo doveva pur esserci…
poniamo il caso che un soggetto pratichi una religione che non sia la cattolica…e smettiamola di pensare per ‘default’ che uno che non sia cattolico è musulmano…può essere induista…animista…ma andiamo al caso limite…mettiamo che uno sia semplicemente ateo…come è concepibile che debba subire il termine c’azzecca proprio… – una valutazione per un qualcosa che per dirla piana, letteralmente non fà parte della sua esistenza?
e non dimentichiamo che riguardando l’argomento la scuola del cosiddetto obbligo, si andrebbe incontro a quella che è una vera e propria coercizione sull’individuo…
intendiamoci, non sto mica facendo una lotta di posizione…qui non c’entra il mio punto di vista ed anzi potrebbe trarre in inganno ‘appiopparmi’ l’essere credente o meno, in modo da far passare quello che scrivo come acqua da portare al mio mulino…
e non si tratta nemmeno di porre la scuola alla stregua di un supermercato dove ognuno porta a casa i prodotti che più gli aggradano, lasciando sugli scaffali quelli che non soddisfano…
le varie materie di studio scolastico concorrono, da un punto di vista tecnico e speculativo, alla formazione di quell’insieme di pensiero, pulsioni e specifiche opinioni che in maniera alquanto semplice ma non semplicistica si può definire persona…la religione riguarda una sfera così intima, privata che imporne lo studio ma, si badi bene, anche il non studio, sarebbe una forzatura delle dinamiche di apprendimento ed una violenza vera e propria sull’individuo…al contempo mi chiedo però se lo studio della religione debba far parte dei programmi della scuola dell’obbligo o se non debba essere riservato ad una scelta personale coltivare tale studio in contesti che non dovrebbero essere quelli della scuola dell’obbligo…
ciò detto, io semmai rilancerei una idea che è circolata in questi giorni…quella cioè di non limitare al cattolicesimo il programma di insegnamento religioso…ed ovviamente di non limitarlo alle sole religioni cattolica e musulmana, cosa che fra le righe – e neanche tanto… – si è letto nelle cronache di questi giorni sull’argomento…introdurre infatti la religione musulmana come studio accanto a quella cattolica sarebbe in questo caso un’operazione strumentale, nel senso appunto che la religione verrebbe usata come strumento per ‘ottenere’ qualcosa di avulso da quello che dovrebbere essere studio e apprendimento: una sorta di ‘pace sociale’ indotta del tipo “…io ti concedo il tuo islam scolastico legalizzato e te ti comporti bene…”; in poche parole quanto di più ipocrita e pernicioso…proprio chi crede dovrebbe aborrire che trattative sociali e inerenti anche l’ordine pubblico vengano alimentate spendendo la religione come moneta…
ed ecco la proposta: istituire l’ora di religione come uno studio storico di essa, istituire appunto l’ora di storia delle religioni, i cui docenti potrebbero essere ‘reclutati’ fra coloro che hanno fatto un regolare percorso di studio con tanto di attestati (io ho un carissimo amico laureato in filosofia con tesi di laurea sulla storia delle religioni, per capirci…), e introducendo la regola che gli insegnanti non vengano più nominati dalla chiesa per essere poi retribuiti dallo stato italiano, cosa questa sì davvero assurda per quanto riguarda l’insegnamento della religione…
permane insistente, comunque, la vocina che mi sussura se sia ortodosso e non invero una contraddizione in termini che uno stato per definizione laico ‘imponga’ attraverso i programmi della scuola dell’obbligo ‘l’ora di religione’…