nanni moretti: meno recita, meglio è…

ritratto (95x160)ero  davvero giovane quando feci un riflessione semplice semplice: “sì, non impazzisco per i film di moretti ma il punto è un altro…come attore fa proprio schifo”; a corroborare questo mio criticabilissimo pensiero (anche nel discutere la questione con amici) ho sempre ‘suggerito’ che moretti avrebbe dovuto trovare un alter ego al di qua (o là, se preferite) della macchina da presa, bravo attore, al quale far interpretare il se stesso che propone nei suoi film

ma veniamo ad oggi: stamane leggo l’editoriale di travaglio (che quando divaga sulla satira o sulla critica artistica mi innervosisce, un po’ perché non lo ritengo all’altezza – per la satira- ma più che altro perché dai suoi editoriali – che da quando è diventato direttore sono raddoppiati di estensione, bene – uno si attende la precisa critica ragionata agli scempi che i nostri politici e la fauna che li circonda sono soliti produrre, ma questo è un altro discorso) e su detto editoriale trovo una citazione di dino risi il quale diceva, riassumendo, che moretti avrebbe dovuto stare, recitativamente parlando, ben lontano dai suoi film…ora, io non ho visto l’ultimo prodotto di nanni moretti ma so che ha affidato ‘se stesso’ alla buy, anche se recita una parte minore; io continuo a pensarla come tanti anni fa: più moretti sta lontano dal recitare, meglio è, senza che ciò intacchi minimamente una cosa che, piaccia o no, è ben più che assodata: nanni moretti non è semplicemente un cineasta e/o un artista ma un uomo di cultura nonché fine politico

ah, si dice che moretti abbia un carattere di merda…e chi se ne frega

15/04

aggiorno l’articolo con una riflessione fatta stamane: una vocina ben cattivona mi suggerisce che forse il buon nanni ha scelto di defilarsi – e manco tanto, visto che comunque in ‘mia madre’ ha un ruolo – in quanto sarebbe stato alquanto singolare che il moretti storico coincidesse con il personaggio interpretato visto che per la madre non sarebbe potuto essere altrettanto, per l’ovvio motivo della sua scomparsa

Annunci

facce da quorum: brunetta the best(ia)

OkNotizie
diciamolo chiaro e a scanso d’equivoci: il (purtroppo) ministro brunetta è un asino, con doglianze e scuse annesse per la tanto bistrattata razza equina…
capisco che la tattica è sempre la stessa e cioè presenziare nelle trasmissioni giusto per sparar minkiate tentando di impedire un corretto e sano ragionamento agli altri ospiti, ma ieri ad annozero – che non solo può ma deve continuare… – l’ex craxiano è riuscito a prodursi in una sintesi di idiozia da guinness, visto che non solo diceva inesattezze ma imputava ad altri tare che lui stesso mostrava argomentando da par suo
nello specifico, le boiate profferite dal professor ministro riguardano il legittimo impedimento che a sentir lui spetta valutarlo al giudice e che la legge è ‘da codice’; il famoso sette per cento che gli eventuali gestori privati di risorse idriche hanno garantito da bolletta (la solita imprenditoria privata all’italiana…) sarebbe colpa di di pietro e, sempre in ambito di gestori privati, brunetta cercava di mandarla in confusione facendo finta di non sapere – o forse non lo sa davvero… – che fra privatizzare obbligatoriamente e liberalizzare ci stanno un paio di mari di differenza, e sì che bersani provava pure a spiegarglielo; il tutto condito dal perentorio invito a travaglio di ‘studiare di più’ e l’accusa a santoro&co di faziosità…ecco, partiamo proprio dallo studiare e l’essere faziosi: che brunetta consigli o intimi a chicchessia di studiare di più, da un punto di vista discorsivo rende plasticamente quell’idea di sintesi di idiozia a cui accennavo prima: vi sembra logico che una persona la quale è diventata professore associato beneficiando di una sanatoria, cioè senza concorso e quindi senza studiare, stigmatizzi un contraddittore dicendo che deve studiare di più? ma non finisce qui: il buon brunetta fu bocciato quando fece l’esame (a roma) per diventare ordinario, rifece il concorso a teramo (chissà perché, mi ricorda quegli avvocati nati e vissuti al nord, tipo brescia, che vanno ad abilitarsi in quel di reggio calabria…) ed in tale concorso il posto da ordinario da assegnare era uno solo; ebbene, il miracolo italico ha fatto sì che per un posto ci fossero tre vincitori, uno dei quali era il nostro anti-fannulloni…
quanto alla tanto vantata competenza (vantata da lui stesso, s’intende…), non nuoce ricordare che brunetta era consigliere in materia economica di gianni de michelis, proprio in quegli anni in cui il nostro debito pubblico lievitava che manco un pandoro…forse a de michelis consigliava quali discoteche fossero più ‘in’, altrimenti bisogna dedurre che brunetta è incompetente, o connivente con una serie di manovre scellerate
ecco, questi sono fatti e brunetta può strepitare quanto vuole e accusare di faziosità anche me, magari; ma i fatti restano tali e chi cita fatti non è fazioso, semmai lo è chi ha la coda di paglia e vorrebbe che tali fatti non venissero resi pubblici, altrimenti un onesto cittadino correttamente e mediamente informato potrebbe cominciare a farsi qualche domanda e magari pure darsi delle risposte, cercando di capire perché la comunità debba pagare centinaia di migliaia di euro all’anno ad un predicatore dal pernicioso razzolare quale il ministro è senza ombra di dubbio
ci sono poi i famosi tornelli, altra genialata dell’ex craxiano che deve ancora dirci quanto sono costati, quanto costa manutenerli e se effettivamente servano all’uopo, specie a fronte di problemi come quelli della procura di milano (ieri ce l’aveva con i cancellieri che non lavorano di pomeriggio, quando tutti sanno che se il pomeriggio gli uffici chiudono è perché non ci sono fondi per pagare gli straordinari) sfornita di computer ed assitenza informatica che comunque un ispezione del ministero ha decretato eccellente;
ma oltre ad un sorrisetto fra l’isterico e l’ebete il ministro non ha saputo cosa rispondere, avendo esaurito le cazzate con cui controbattere
tornando al legittimo impedimento ed al sette per cento, sul primo basta dire che non si capisce perché la consulta abbia ammesso alla vaglio referendario una legge se ‘da codice’, ma brunetta non lo spiega e continua a ripetere come un bambino capriccioso che ‘ha ragione lui’; la storia della percentuale in bolletta è più articolata e sorge il dubbio se il ministro sia disinformato o proprio non colga le differenze fra una svendita travestita da privatizzazione ed una proficua liberalizzazione
ribadiamo che di pietro da ministro ha avallato una disposizione del governo ciampi che per i gestori di public utilities prevede, giusto o sbagliato che sia, questo contributo garantito; ma cominciamo con lo specificare che i gestori privati di risorse pubbliche sono tanti, non solo quelli che vorrebbero depredarci appropriandosi della gestione idrica e che, fra, ad esempio, la telefonia – anch’essa risorsa di pubblica utilità – e la fruizione dell’acqua v’è una differenza sostanziale che, ribadisco, qualora il ministro non colga, allora è meglio se va a zappare un po’ di terra…
che a gestire il traffico telefonico concorrano diverse compagnie è utile per migliorare il servizio e contenere i costi; ed il concorrere di più soggetti nel gestire la telefonia di un medesimo luogo è cosa semplice, vero è, infatti, che chiunque in qualsiasi posto al giorno d’oggi ha un’ampia offerta di gestori a cui richiedere il servizio; ma lo stesso non si può fare con l’acqua, visto che sarebbe assurdo, detto in soldoni, costruire tanti acquedotti quanti siano gli eventuali gestori e che per ogni singola zona il gestore privato sarebbe unico, quindi, per certi versi, monopolistico…se poi, come spiegava bersani, aggiungiamo che secondo il decreto ronchi la privatizzazione sarebbe coatta, cioè imposta anche ad enti pubblici che hanno lavorato bene, si vede chiaramente che l’attuale legislazione sull’acqua niente ha a che vedere con quella legge del governo ciampi (quindici anni fa…) che normava i gestori privati di cosa pubblica nel suo complesso…
a compendio delle sue stronzate, il ministro si è avvalso del forbito verbo di roberto castelli che, tacciando di faziosità (ridagli…) travaglio, santoro e chiunque non la pensi come lui e cioè come gli dice di pensare bossi, ha consigliato a santoro di andare a fare le sue trasmissioni in una rete privata e sanzionato travaglio perché, non piacendo a lui, non è giusto che si esprima nella televisione pubblica…ovviamente questo esempio di democrazia deambulante (faceva pure finta di consultare un i-pad ma dubito che sia in grado di accenderlo) non spiega cosa cazzo ci fanno nella televisione pubblica minzolini, ferrara, sgarbi, tutti campioni di se stessi, strapagati da noi e non spiega come mai non inviti gianluigi paragone a fare le sue trasmissioni su una rete privata, giacché, quando va bene, fa meno della metà dello share di santoro
la verità è che questa gentaglia è fuori dal mercato e nessuno li vorrebbe ma noi ce li dobbiamo cuccare sulla rai, che è diventata un lazzaretto in tutti i sensi…

so che sembrano i proverbiali cavoli a merenda, ma forse è anche grazie a ministri insulsi come brunetta, come calderoli (uno che mostra una maglietta anti islam ed il giorno dopo attaccano le ambasciate), come la russa  (“possono morire ma i crocifissi non si toccano”), come il nano mascarato su sopratacchi con corna, cucù e first ladies che lo schifano (manco l’abbraccio di prassi) e alla maggioranza dei deputati che “sì, effettivamente il presidente del consiglio riteneva ruby essere la nipote di mubarak” se poi uno stato sovrano rifiuta l’estradizione di un condannato per omicidio…cosa pretendiamo, che il supremo tribunale federale del brasile dia del torto ad un suo presidente perché ronaldihno ha vestito una casacca rossonera?

però la santanchè si lava…

OkNotizie
se non fossero sconci sarebbero ridicoli
e già: ho appena finito di ascoltare le ciarle di daniela santanchè ad annozero (che con quella boccuccia a prova di acido riesce a dire di tutto, purché distante anni luce dalla verità) e realizzo in pieno quanto i propagatori di fotte al soldo del nano mascarato su sopratacchi confermino quell’antico adagio che recita “più la giri, più puzza”, rimanendo pure in tema con gli olezzi che, a dar credito al catramato di arcore, contraddistinguono i leader di sinistra
la questione è davvero piana: non sanno come mettere una pezza allo sfondone di letizia ‘stanlio’ moratti nei confronti di giuliano pisapia e non si rendono neanche conto che la cosa più opportuna ed ovvia da fare sarebbero delle semplici scuse; di più: questi paladini dell’amore e della libertà stanno costringendo quei pochi neuroni in ordine sparso di cui sono ancora in possesso a trasformarsi in circensi contorsionisti nel disperato tentativo di addobbare qualche plausibile motivazione che giustifichi la boiata volutamente detta dal sindaco di milano sul finire del confronto tenutosi su sky – dove, tra l’altro ed a mio e non solo avviso, il direttore emilio carelli ha dimostrato come quell’emittente che tanto vanta terzietà ed autonomia non è altro se non una graziosa scatola da regalo ben confezionata con dentro ben poco
l’ordine di scuderia impartito perentoriamente è di far passare il messaggio che la moratti avrebbe detto quel che ha detto per mettere in luce il fatto che giuliano pisapia trentatré anni orsono ha avuto frequentazioni con terroristi
quello che non ci spiegano è come mai per enunciare una tesi così semplice ci sia stato bisogno di dire che pisapia avesse sul groppone una condanna mai presa…misteriosa la motivazione, oscura la logica
se poi, che non fa mai male, vogliamo aggiungere che trentatré anni orsono un tipetto con pochi capelli e molti capitali di incerta provenienza si teneva in casa un boss mafioso spacciandolo per stalliere e lungi da fare il sindaco, è presidente del consiglio, il mistero della motivazione si infittisce e la logica da oscura diventa nero di seppia
coerenti con le loro idiozie, non v’è soluzione di continuità nelle minkiate: se la moratti ne diceva una in chiusura di trasmissione, la santanchè con un’altra la trasmissione l’ha iniziata, affermando che pisapia si sarebbe inalberato proprio perché scoperto quest’altarino della sua amicizia con terroristi…gran cazzata: pisapia s’è giustamente adirato perché la sua contendente ha detto una sonora balla, per di più sapendo che all’avversario non era concessa risposta
e da indiscussa fuoriclasse delle cazzate quale indubbiamente è, la ‘daniela che non la dà’ ha inanellato altre prodezze logiche carpiate e con doppio avvitamento
tipo quando appena finito l’intervento registrato di travaglio che, numeri alla mano, denunciava che i nuovi sottosegretari ci costeranno circa tre milioni di euro all’anno, con la santanchè dalla plastica espressione (non nel senso di sinuosa ma nel senso proprio di plastica, rifatta…) che chiosava dicendo che l’attuale governo si è prodigato nel tagliare le spese…
siccome avrà rifatto anche quello, penso si possa affermare tranquillamente che questa la faccia ce l’ha proprio come il culo
ma il vero acuto è stato quando ha pure affermato che i nuovi sottosegretari servono per fare lavorare meglio il governo, ovviamente omettendo di spiegare (lo aveva appena detto travaglio) come può il governo lavorare meglio con neanche uno di questi sottosegretari competente per il ruolo assegnatogli
sarà forse che la danielona difende la categoria, giacché dopo aver giurato che mai sarebbe tornata col nano mascarato, si è fiondata a palla di cannone non appena si è palesato un posto da sottosegretario tutto per lei?
e tutto ciò mentre in studio aleggiava lo spettro di una grave colpa sempre a carico di giuliano pisapia, cioè che durante un suo comizio, come testimoniava una foto da un quotidiano – penso fosse repubblica – qualcuno sventolava una bandiera di hamas…
capito? uno sarebbe un sovversivo perché fa un comizio, intervengono decine di migliaia di persone più che pacifiche, ma resti un pericoloso sobillatore perché qualcuno di sua sponte sventola una bandiera di hamas…già questo sarebbe ridicolo, ma quando si scopre che quella bandiera non era di hamas ma di freedom flottilla, fra l’altro diseganta da vauro, presente in studio, la santanchè invece di alzarsi ed andarsene (come grazie agli dei una volta aveva fatto) o almeno rinchiudersi nel cesso per una decina di minuti defatiganti, ha dato dell’assassino a vauro perché – questa di logica è carpiata, avvitata e con triplo salto mortale indietro e avanti – nel forzare un blocco navale di israele (un evento che dovreste ricordare) che voleva impedire che la flottilla portasse aiuto a profughi, ci fu un conflitto a fuoco con dei deceduti
e la colpa è di vauro che ha disegnato una bandiera, non degli uzi israeliani
sì, la santanchè si lava
ma puzza uguale

se travaglio fosse scemo

OkNotizie
contravvenendo ad una sorta di prassi dettata dalla non invasività alla quale mi ispiro, scrivo questo pezzo in relazione e citando direttamente una persona fin troppo citata
mi spiego
marco travaglio, a mio ‘insindacabile’ giudizio, è un giornalista coi fiocchi
di più: è un giornalista, con ciò intendendo che se si vuole omaggiare una persona perché fa bene il suo mestiere, basta dire che quel mestiere lo fa…esempio sia quando vediamo un calciatore particolarmente bravo, oltre che dedicargli epiteti ed aggettivi a iosa e superlativi, in fin dei conti diciamo “quello sì che è un giocatore…”
questa mia riflessione prende spunto da uno specchietto che ho letto su il fatto quotidiano di ieri, spunto confermato dall’editoriale di travaglio sull’uscita di oggi
nello specchietto viene demolita l’assurda tesi che poggia su basi inesistenti, cioè che il pm de pasquale – che ha chiesto il rinvio a giudizio per il nano mascarato su sopratacchi nel procedimento mediatrade – sarebbe il colpevole del suicidio di gabriele cagliari, uomo di craxi, in quanto lo avrebbe arrestato e poi non rilasciato come promesso
la tesi è una di quelle bufale di pubblico dominio come tale – cioè bufala – e solo un disinformato o peggio, uno che le cose le sa e dolosamente le adultera può supportarla: un pm non ‘arresta’, lo fa un gip (che è un giudicante, non inquirente) e ciò rappresenta una delle tante garanzie previste dai codici; nello specifico, inoltre, cagliari rimase in carcere perché dal carcere inquinava le prove
la bufala poi viene condita dal proclama che “è scandaloso (e malato) che de pasquale e boccassini si occupino da vent’anni di craxi e berlusconi” cosa del tutto falsa, basta vedere le date…anzi, la boccassini vent’anni fa era in sicilia, manco a milano
autore della bufala? giuliano ferrara, durante i minuti della sua filippica fuggi-fuggi pre-minzolini (il fuggi-fuggi è riferito agli spettatori di rai uno che cambiano canale nonostante siano di bocca notoriamente buona ed ecumenica…) del 4 aprile, costata tremila euro (come tutte le altre puntate-panzana) che la televisione di stato (cioè noi) paga ad un dipendente del nano catramato (scrive su panorama) che becca pure contributi dello stato (per il foglio) per difendere il suo indifendibile padrone sulla televisione di stato che gli ha approntato un contratto in quattro e quattr’otto (mentre per lo stesso travaglio stanno aspettando l’inchiostro simpatico con cui, finalmente, stilare il suo…)
ma la cosa che manderebbe fuori dai gangheri anche il più mite fra i miti (il riferimento è all’editoriale di travaglio su il fatto di oggi che citavo prima), è la querelle montata sulle intercettazioni che vedono il presidente del consiglio parlare con girls della sua scuderia, fra cui la futura consigliere regionale minetti (che assurgerà anche al fantomatico titolo di ‘consigliere ministeriale’ per far rilasciare ruby, titolo e funzione che nessuno ancora s’è preso la briga di spiegare in cosa consistano…)
ebbene,  fomentatasi la canizza perché tali intercettazioni non avrebbero essere dovute trascritte in quanto non si può intercettare un parlamentare (ed il nano mascarato purtroppo lo è) senza l’autorizzazione della camera di appartenza, figurarsi lo sdegno virginale dei vari sallusti, cicchitto, gasparri e compagnia al vedere tali intercettazioni pubblicate sul corsera (cicchitto lo ha anche bacchettato ieri a linea notte, mentre continuava a sparar cazzate cercando di non far parlare la torre – che di per sé è forse opera meritoria… – e sorgi, dimenticando che compito di un giornale è essenzialmente pubblicare)
ad onor del vero devo dire che per tutto ieri, sentendo e vedendo tutti i media avallare la tesi del ‘grave errore’ della procura, anche se perplesso e non essendo un esperto giuridico, mi son detto “be’, fra migliaia e migliaia di pagine, atti e quant’altro, magari la cappellata l’hanno fatta, ma ciò non toglie che per una cazzata un’indagine sia tutta sbagliata…”
ebbene, cappellata un cazzo: cosa che avevo intuito, non era l’utenza del presidente ad essere intercettata, ma quelle delle girls, quindi le conversazioni possono essere utilizzate per procedimento contro di loro (vedi minetti che è indagata per sfruttamento della prostituzione) ed anzi nel metterle agli atti, la procura ha comunque reso un servizio alla difesa, che viene a conoscenza di cose concernenti il suo assistito che non avrebbe saputo se le intercettazioni fossero state mandate al macero…
proprio ieri ho pubblicato un pezzo in cui si parla, appunto, di un mondo al rovescio ed eccone la prova: per tutta una giornata – e penso proseguiranno anche oggi – la quasi totalità dell’informazione ha dato per buona una tesi che è l’esatto contrario della verità
e non si tratta di buoni e cattivi perché, per quanto faccia ribollire il sangue che gente come sallusti (anche lui rimpinguato da contributi statali, cioè che scrive cazzate e lo paghiamo pure) faccia propaganda propagandando fotte, nessuno – a quel che ho visto e sentito – si è dato la pena di controllare se l’operato della procura fosse effettivamente erroneo, prima di dichiararlo tale o dare seguito a tale falsità…sarebbe bastata una minima verifica su dei dati acclarati, cosa che sarebbe la più ovvia base di lavoro anche per un praticante, ma niente: testa bassa e avanti come montoni
da tutto ciò lo strano titolo: anche se travaglio fosse uno scemo, avrebbe comunque partita vinta con questa gente che il suo mestiere proprio non sa farlo e che anzi dovrebbe proprio cambiare lavoro, ammesso che ne abbia mai avuto uno…